Steve Jobs a teatro

Ieri sera, grazie all'invito di Coca-Cola Italia, ho visto in anteprima Steve Jobs il film diretto da Danny Boyle. Ammetto di aver seguito poco la carriera di Boyle, a parte l'aver visto Trainspotting quella n alla potenza di volte, ho perso sostanzialmente tutti i lavori fatti a posteriori, o semplicemente non mi sono mai accorto della stessa mano artistica.

È inevitabile, se si sono visti i precedenti girati trattanti la vita del fondatore Apple (I Pirati della Silicon Valley e Jobs), aspettarsi un film sulla vita di Jobs che narri le vicende dall'università fino alla fine, visto che nel suo primordiale annuncio si disse che film si fosse aggiudicato i diritti del libro di  Walter Isaacson.

Lo sceneggiatore e produttore Aaron Sorkin, noto ai più per The Social Network e The Newsroom si è imbarcato nel non facile compito di dover adattare una biografia molto dettagliata sul dietro le quinte della vita di Steve Jobs. Per chi lo ha letto sa delle manie folli, fissazioni e a volte incomprensibili decisioni di un uomo dotato del grande pregio di far diventare più umanistica (o meglio più artistica) la tecnologia, riconoscendo l'importanza della comunicazione e del marketing parlando a persone disinteressate a ciò che sta dentro un prodotto.

Ho bisogno sicuramente di una seconda visione per un pensiero preciso e definitivo su questo film. Ma è indubbio il fatto che poco ci si accorge dei frammenti temporali volutamente spezzati da regista e sceneggiatore. Si piomba, infatti, nella vita di questo qualcuno per respirarne i pensieri, i sentimenti e il folle cinismo. Qualcosa di molto vicino ad una rappresentazione teatrale, dove il sipario non cala mai.

Sono riusciti a trasmettere lo stesso pensiero latente del libro, un uomo osservato nella sua vita sia pubblica che privata, ma osservato da vicino, e non da come ce lo si può aspettare da una ripresa televisiva fatta durante un keynote, ma come se fossimo un parente, una moglie.

Non aspettatevi quindi di vedere un film pedissequo e biografico. Lo spirito è stato quello di cogliere l'essenza di un uomo. Ovviamente folle e geniale.