Come al Bar. Facebook, le aziende e la comunicazione

Provare ad utilizzare paragoni per chi ancora crede che Internet sia un luogo fatato diverso dalla realtà nella quale siamo immersi, potrebbe rivelarsi una tecnica efficace. 
Forse non ancora sperimentata a dovere, ma della quale mi piacerebbe fare sempre più uso.

Così un mio pensiero su una discussione nata in seguito ad un post con annessa immagine di una campagna di Chupa Chups su Facebook.  Un riassunto un po' banale e semplificato di cosa trovare su una pagina aziendale oggigiorno e come potersela immaginare se proprio non si riesce a far collimare virtuale e reale:

È come aprire una porta un po' rumorosa di un qualsiasi bar di città o provincia, entri e senti un gruppetto di persone al bancone che iniziano a discutere con il barista.
Certe volte becchi quello che manco ti guarda in faccia, fa il suo e ti serve nel minor tempo possibile, c'è quello che invece pur mettendoci tutto il tempo del mondo sembra non averti fatto perdere nemmeno un minuto della tua vita per il semplice fatto che sta ascoltando quello che avevi da dire. E infine c'è quello impacciato, magari al secondo o terzo giorno di lavoro che sicuramente ci sta mettendo tutto il suo core in quello che sta facendo, ma che di sicuro ti starà per proporre un caffè schifosissimo perché non ha schiacciato bene la macinatura.
Poco più in là, a poca distanza, un nutrito gruppo di persone a chiedere la comanda, in prima battuta ognuno a fare i fattacci suoi, ma poi se ascolti bene capirai che ognuno avrà da disquisire sull'argomento principale, ognuno con una sua opinione più o meno interessante, più o meno educatamente esposta. Il fatto è che in ogni dove troverai sempre il tuttologo e l'imbonitore, mentre chi davvero avrebbe qualcosa da dire il più delle volte se ne sta zitto perché sa che nessuno gli darà retta, e se ne torneranno tutti a casa con la convinzione che la propria opinione è cmq la più giusta e alta rispetto a tutti gli altri.