#GazzaNight Una notte "rosa" di sport con la Gazzetta

Lunedì sera sono stato invitato ad un'esperienza diversa e per certi versi difficilmente ripetibili.  Una serata, #GazzaNight, in compagnia del direttore de La Gazzetta dello Sport, Andrea Monti, a conoscere i segreti della redazione cartacea e online, gli aspetti social e la neonata Gazzetta TV. Un semplice antipasto.

All'arrivo nella nuova sede in via Rizzoli, un incontro inatteso con Ringhio Gattuso ci spalanca le porte alla redazione del più seguito quotidiano sportivo italiano. Dopo una visita guidata dal direttore in persona tra tutti gli uffici, un breve ma intenso approfondimento su come il giornalismo sportivo stia cambiando, come i social lo permeano e lo modificano e cosa sta facendo Gazzetta per restare sempre al passo coi tempi senza dover necessariamente rincorrere delle mode. 

Non prima di averci illustrato la disposizione e il funzionamento coordinato tra le varie sezioni, sia a livello di argomenti, sia a livello di pubblicazioni

Tutti riuniti, in silenzio, parla Andrea Monti. Questi sono tutti gli spunti raccolti, pur essendo il direttore dell'edizione cartacea, ha ben chiaro in testa come il panorama giornalistico stia subendo profonde trasformazioni. Mi è piaciuto molto la sua comprensione dei mezzi di comunicazione a disposizione del giornalista e mi è sembrato molto più addentro a queste tematiche di tanti saccenti social media manager o so-called guru:

  • La Gazzetta dello Sport ha una posizione di vantaggio. Parla di sport, è un po' come l'esperanto, non c'è bisogno di una traduzione in senso compiuto per il lettore. Piuttosto bisogna essere in grado di raccontarlo
  • La recente apertura di GazzettaTV è il perfetto completamento per chiudere il cerchio della presenza della rosea su tutte le piattaforme. Non solo potrà essere più vicina agli user generated content ora più che mai, perché si potrà costruire una programmazione basata proprio su quest'ultimi
  • È possibile fare del giornalismo con uno smartphone o con Twitter? Si è possibile, bisogna studiare molto il come va fatto per alzare la qualità nella produzione dei contenuti. La rinuncia di fare giornalismo per il mondo mobile sarebbe arrogante. Perché utilizzare Twitter è sempre giornalismo, ma è una narrazione effimera, si divora il contenuto precedente, come essere su un ponte che dietro di te si sta sgretolando e vai veloce per raggiungere l'obiettivo
  • Per la Gazzetta il miglior Social Network è una copia della rosea sul tavolino di un bar
  • 63% delle revenue di Gazzetta arriva dall'edizione cartacea
  • Il vero incubo del direttore è FantaGazzetta.com, viene quotidianamente subissato di email, erroneamente indirizzate a lui, quando con loro non centrano davvero nulla
  • Il miglior consiglio per chi decide di scrivere per un giornale? Presumi sempre che il tuo lettore sia più intelligente e più informato di te. Metti nella tua narrazione il gusto di un romanzo, perché un quotidiano è fatto per chi ha tempo e voglia di leggerselo. Emozioni, passione, scrittura e qualità in dosi superiori rispetto a quanto ne possa contenere un tweet
  • Ma anche in Twitter c'è una grande identità letteraria, in Facebook ancora maggiore. Ed è per questo che vanno costruiti dei canoni professionali per ciascun medium 
  • Preservare sempre l'identità di qualità mediando con i mezzi disponibili oggi. Ed è per questo che bisogna essere bravi a decidere di NON essere presenti su tutti i mezzi se non si hanno le competenze per starci, o il linguaggio adatto per poterci sopravvivere

La nostra serata non è ancora finita. Se da vicino abbiamo potuto vivere l'esperienza di come viene prodotta un'opera letteraria frutto di una miriade di interazioni umane, ci siamo spostati nel luogo in cui il contenuto prende forma, quella più tradizionale. 

Il polo di stampa di Pessano con Bornago. Un luogo a pochi minuti da casa mia, un luogo così lontano da come ci immaginiamo la produzione d'informazione oggi, ma che rimane ancora tra le più diffuse. Qui 110 persone ogni notte percorrono i 20.000 metri quadrati coperti del polo più grande d'Italia, in grado di distribuire per tutto il nord-ovest della penisola Corriere della Sera con i vari inserti locali, Gazzetta dello Sport, La Stampa e Corriere di Como. 

Sono 6 in totale le rotative, 4 stampano ne formato 35x47, il vecchio formato di Corriere, 2 rotative nel nuovo formato 31x45. Per le prime 4, più datate rispetto alle ultime due, la struttura si è dotata di taglierine in grado di rifilare ad altissima velocità le copie prodotte.

28.000 sono copie ora per rotativa. Le vecchie macchine 30.000 copie ora, le nuove stampano 60.000 copie ora. Ogni notte vengo utilizzate dalle 100 alle 120 bobine di carta completamente riciclata in arrivo da Austria, Germania, Norvegia e altri paesi scandinavi. Ogni bobina è in grado di produrre dalle 11 alle 12 mila copie. Per un'edizione del Corriere della Sera vengono utilizzate circa 60 bobine.

Usciamo intorno all'1 di ieri mattina, con in mano le nostre copie ancora calde di stampa e la lastra utilizzata per stampare la prima copia di Gazzetta. Stanchi ma felici, complici gli innumerevoli spritz concessi durante il giro in redazione. 

Per un appassionato di comunicazione, di come funzionano le cose e di giornalismo, ieri è stato come entrare nel paese dei balocchi. Forte e sincera si è respirata la passione e la volontà di realizzare un prodotto culturale di elevata qualità, dalla vita breve, ma che ogni giorno aggiunge un mattoncino nella costruzione percettiva del brand Gazzetta. 

E forse, come dice il direttore, per realizzare qualcosa del genere servono anche gli ultra cinquantenni impallinati dell'ultima diavoleria social, e i poco più che ventenni aspiranti grandi firme del giornalismo sportivo. 

Perché in fondo lo sport a differenza di qualsiasi altra notizia, fa proprio questo, unisce e consolida le più profonde diversità, soprattutto quando è il momento di lottare per un obiettivo comune.