Bloodborne è il capolavoro che merita di essere

Non aver mai avuto a che fare con un gioco “Soul” fino ad oggi devo ammettere non aver molto aiutato all’approcciarmi a Bloodborne, ma superato l’empasse iniziale tutto ha iniziato a filare per il verso giusto. Si, perché Bloodborne il nuovo titolo di From Software non è proprio ciò che mi sarei potuto aspettare dalle ultime esclusive Sony in cui mi sono imbattuto ultimamente. Nessuna cut-scene, nessuna tecnica ripescata dal mondo cinematografico, nessun quick-time event. Tanto sangue, tante morti, molta frustrazione, ma in grado di fare al pari con altrettanta soddisfazione.

Il set del gioco è la gotica città Vittoriana di Yarnham, afflitta da una spettrale piaga e per scoprire quanto accaduto, il nostro ruolo di cacciatore implica il dover prestare attenzione ad ogni piccolo oggetto, ad ogni minuziosa descrizione per poter mettere insieme i pezzetti necessari in grado di raccontarci il quadro completo della vicenda. Ed è anche per questo motivo che a dispetto di titoli molto brevi, leggasi The Order: 1886, Bloodborne richiede una buona dose di pazienza e una 50ina di ore libereper poterlo apprezzare nella sua interezza.

Un Action-RPG sanguinolento, dove ogni forma di bellezza in fase di sviluppo sembra essere dimenticata. Hidetaka Miyazaki è stato davvero bravo a portare in scena su Playstation 4 una sensazione così totalizzante di morte senza possibilità di riscatto o di raggiungimento di liberazione. L’infezione dei cittadini di Yarnham ha inevitabilmente contaminato ogni aspetto del gioco. A dispetto delle saghe Soul, sulle quali mi sono dovuto documentare ampiamente, in Bloodborne i punti esperienza non sono le classiche “anime”, ma prendono il nome di “Echi del Sangue” da recuperare accuratamente subito dopo l’aver sterminato chiunque ci si pari davanti.

L’azione è frustrante all’inizio e molto. Si morirà diverse volte prima di aver appreso come maneggiare il nostro “Cacciatore”. Il suo dinamismo che ci consentirà di stringere in pugno sia armi bianche che fucili fa al pari con una totale assenza di sistemi difensivi, indi per cui si dovrà fare una dovuta pratica nello schivare gli attacchi avversari. Sta alla vostra bravura mescolare le caratteristiche delle varie armi con quanto il vostro personalissimo Cacciatore sarà in grado di fare, ovviamente sulla base dell’esperienza raccolta sul campo. Tutte le armi presenti in Bloodborne infatti, non sono statiche, ma possono essere evolute occupando uno dei tre slot all’interno dei quali si possono incastonare a piacimento le gemme del sangue. Tali gemme aumentano il danno, ma anche all’aggiunta di effetti di avvelenamento, maggiore efficacia verso i nemici, danno di fuoco, arcano o elettricità. Tutto vi sarà utile per affrontare gli abomini viventi in Yarnham.

L’innumerevole quantità di morti del nostro personaggio viene gestita da un sistema di lampade in grado di fungere da raccordo con un mondo “altro” ovvero: il Sogno del Cacciatore. Nient’altro è se non un sogno onirico ove ci sono altari da utilizzare per risvegliarsi in ambientazioni già visitate. Il Sogno, tra l’altro è anche un ottimo modo per salire di livello e per far ricomparire tutti i nemici in modo da affrontarli nuovamente e raccogliere altri Echi. L’incubo di Bloodborne è immenso e magnifico e non si esaurisce soltanto con il plot principale, ma lascia libera scelta al giocatore di esplorare gli innumerevoli scorci, cappelle, boschi e città. E se anche riusciste a completare i tempi brevi il gioco, la modalità Chalice Dungeon rende praticamente infinita la longevità del gioco. Si viene proiettati nell’azione trovando un calice accorpato ad un mostro piuttosto complicato all’interno della città, quest’ultimo può essere utilizzato per accedere ad un labirinto sotterraneo a Yarnham, che in prima istanza è similare per ogni cacciatore. Successivamente, però, le cose cambiano. I Chalice Dungeon successivi richiederanno oggetti specifici per prendere vita con nemici sempre diversi rispetto alla modalità principale. E al termine dei cinque livelli di profondità di ognuno c’è la possibilità di potenziare il nostro cacciatore con abilità non presenti in superficie.

Possiamo affrontare tutta l’esperienza di Bloodborne completamente offline, oppure decidere di collegare la nostra console e dare vita ad alcune interessanti novità, come imbattersi in diverse lapidi in grado di mostrarci come alcuni di altri giocatori da chissà quale altra parte del mondo sono morti in quella stessa mappa attraverso una trasposizione ad ologramma del loro personaggio. Oppure è possibile leggere e lasciare scritte delle note, molto importanti se si sta per affrontare una situazione complicata, o semplicemente consigliare o ricevere aiuto sulla gestione del gioco da li a breve. In aggiunta è possibile scrivere oppure leggere note scritte da altri giocatori, che possono essere molto utili per anticipare la presenza di un’imboscata o dare idea delle debolezze avversarie. Infine, ma non meno importante, è possibile giocare in cooperativa fino a tre giocatori, il modo più semplice è condividere con loro una password di gioco in modo da farli entrare nel vostro mondo.

Personalmente Bloodborne è stata un’esperienza in un mondo e azione di gioco a me totalmente nuove e sconosciute. Ho fatto fatica, tanta, ma forse utile ad avvicinarmi al genere RPG nelle sue nuove vesti contaminate dagli shooter e dagli action puri. Difficile dire se il gioco mi piaciuto in fondo, ho avuto sentimenti discordanti composti da ampia frustrazione mista a idillio artistico e concettuale per gran parte delle azioni compiute nel gioco. Tuttavia se per un attimo si smette di pensare al dover ricominciare un livello come ad una punizione, ma piuttosto lo sia associa ad un apprendimento, allora Bloodborne è il capolavoro che merita di essere. Trasfigurazione di sogni malati, Bloodborne merita un equilibrio dato da stupore, scoperta e dose di azione. E’ il solo modo per poterlo affrontare senza disperarsi, ma anzi restarne a bocca aperta.

AC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.