#WhyIBlog Intervista a Luca De Biase

Ho visto poche volte di persona Luca, ma insieme a pochi altri lo reputo uno dei giornalisti/blogger/umanisti dell'innovazione i cui scritti meritano sempre la dovuta attenzione. Sono molto contento di averlo tra i partecipanti di #WhyIBlog. 

Foto di Alessio Jacona

Presentazioni. Nome, Professione, URL e piattaforma utilizzata

Luca De Biase, giornalista, http://blog.debiase.com wordpress

Perché hai un blog?

Ho cominciato nel 1995 con Reporters Online, un'iniziativa inventata da Anna Masera e me, che serviva ai giornalisti che volevano contribuire con le loro pagine web alla sperimentazione del rapporto diretto col pubblico. Si faceva tutto in html e il pubblico non superava i 150mila utenti della rete di quegli anni in Italia. Il blog all'inizio mi è sembrato semplicemente un modo più facile per fare la stessa cosa. Ma il pubblico era cresciuto. E i blogger erano tanti. E si linkavano tra loro. Era una cosa nuova. Ho proseguito a tenere il blog per continuare a fare "ricerca e sviluppo". E per avere un luogo "fisso" di espressione nel grande flusso crossmediale che nel frattempo è montato.

Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Il mio lavoro è ricerca, riflessione, espressione, feedback. Il blog ne è un elemento essenziale. E in qualche modo mi consente di esplorare prima di pubblicare in luoghi più collettivi. Per questo dico "ricerca e sviluppo". Non credo che sia servito a farmi conoscere di più, ma probabilmente è servito a farmi conoscere meglio. Di certo mi è servito a conoscere meglio una rete di persone che riflettono sulle stesse questioni.

Quale significato ha oggi avere un blog? Non sono sufficienti i social network?

La domanda è giusta. I blog sono stati un po' siti-diari-giornali e un po' social network all'inizio. Ora mi pare che siano la parte approfondita del grande social network cross platform. 

Un blog che consiglieresti di seguire?

Troppi. Consiglio di tenere un feed reader e curarlo e vedere quanta ricchezza di informazioni ne emerge.