#WhyIBlog Intervista a Maurizio Codogno aka .mau.

Il secondo appuntamento dell'anno con #WhyIBlog è con .mau., un'altra presenza storica dell'Internet italiana. Stesse domande, stesso format. 

Grazie Maurizio!

Presentazioni. Nome, Professione, URL e piattaforma utilizzata

Maurizio Codogno, quadro in Telecom Italia, http://xmau.com/ (il blog principale è http://xmau.com/wp/notiziole), Wordpress.

Perché hai un blog?

In realtà ne ho tanti: a parte le Notiziole di .mau., ne ho una decina sul mio sito, e inoltre uno su il  Post, http://www.ilpost.it/mauriziocodogno . Limitandoci al principale, le Notiziole sono nate a settembre 2001 perché mi ero trasferito da Torino a Milano e avevo pensato sarebbe stato bello raccogliere da qualche parte i miei pensieri. La cosa più difficile fu trovare uno script PHP che mi permettesse di aggiungere testo man mano: avevo già un sito dal 1994, ma non era la stessa cosa. Poi con gli anni le cose sono man mano cambiate: poco nella piattaforma (sono passato a MT dopo un paio d'anni e alla fine a Wordpress un anno e mezzo fa), molto in quello che scrivo.

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Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Il lavoro è il lavoro, il blog il blog. Sono due mondi completamente separati, anche se collaboro spesso a Voices che è il blog corale di Telecom Italia. Se proprio vuoi, scrivere regolarmente serve per migliorare le proprie capacità di scrittura: non sarei mai riuscito a pubblicare i miei libri se a furia di scrivere post non fossi riuscito a trovare un mio stile personale e leggibile.

Quale significato ha oggi avere un blog? Non sono sufficienti i social network?

Dieci anni fa la domanda sarebbe potuta essere "Quale significato ha oggi avere un sito? Non sono sufficienti i blog?" Sessant'anni fa la stessa domanda sarebbe stata "Quale significato ha oggi la radio? Non è sufficiente la tv?" Per come vedo io le cose, è vero che uno può usare un social network come se fosse un blog; in fin dei conti, quando si ha un chiodo da piantare tutte le cose che abbiamo intorno diventano dei martelli. (Ma non userei l'iPhone, ecco). Ma l'interazione nei social network è immediata, minimale e di breve durata: chi va a cercare cosa hai scritto anche solo una settimana fa? Un blog, pur permettendo l'interazione, ha un raggio temporale più ampio; è una parte della propria storia, insomma. Se uno è interessato al qui-e-ora i social network sono perfetti; se uno vuole tenere traccia della propria evoluzione è molto meglio un blog. 

Un blog che consiglieresti di seguire?

L'Oblò, http://www.atbv.org/oblo/ . Ha il grandissimo guaio che non ha un feed RSS, quindi non puoi sapere automaticamente quando viene aggiornato; però vale la pena andare ogni tanto a vedere se c'è qualcosa di nuovo, perché il tenutario ( :-) ) fa un ottimo lavoro di ricerca di spunti *e* di breve commento sugli spunti stessi. Perché un blogger non è un giornalista, è uno che ci mette qualcosa di suo.