Inquinamento, le Poste e il vecchiume di questo Paese

Sono molto curioso di alzarmi il 31 dicembre e leggere da qualche parte di quanto sono diminuiti i tassi di PM10 a Milano (ma anche Roma), se questo blocco forzato sia servito realmente a qualcosa o meno.
Voglio dire, dopo tutto siamo durante le ferie natalizie, chi deve andare in ufficio ci arriva lo stesso prima delle 10.00 e ne esce sicuramente dopo le 16.00, chi è turnista probabilmente avrà maggiori difficoltà, ma con i mezzi ci si dovrebbe arrangiare.

Già, i mezzi.

3.40 € a tratta per arrivare in centro dalla periferia con la metropolitana. 6.80€ in tutto. 
Un piccolo furto bello e buono in aumento ogni anno.
Lo posso anche giustificare, ci sono nuove metropolitane da costruire, incapaci però di gestire 80.000 persone di ritorno da una partita di cartello a San Siro, tanto per dirne una.

I car sharing, come dicevo qualche anno fa, non hanno cambiato di una virgola la presenza macchine, l’area C può aver disincentivato, ma il tasso inquinante di questo mese parla da solo.
Le azioni che il Comune avrebbe potuto fare sarebbero state tante, come ad esempio investire massicciamente su piste ciclabili, eliminare tutti i servizi di car sharing non elettrici, abbassare ai prezzi di 10/15 anni fai i biglietti dei trasporti (e non farlo per 10 giorni), premiare chi avesse deciso di prendere la bicicletta fornendo un incentivo monetario proveniente dai proventi dell’area C etc. etc.

Tant’è ricorriamo ad uno stop sensazionalistico più che funzionale a rispondere alla questione inquinamento. 
Un approccio vecchio, antico, non di questo secolo. Non più.

Un collegamento che mi è venuto guardando lo spot di Poste Italiane in TV in questi giorni.

“Il cambiamento siamo noi”

Un po’ ho rabbrividito.

Poste sarà anche stata brava a reinventarsi con il business bancario, perché io associo il loro brand solo a bollette e multe da pagare, a code infinite e basta.
Ora, sono certo che in qualche paesino sperduto d’Italia e in quelli turistici le cartoline ancora si spediscano, ma se questo Paese vuol darsi una mossa c’è da “presentare” alla massa tutt’altro tipologia di messaggi.

Ahimè, mi rendo conto sia piuttosto difficile quando vi è poca, anzi, pochissima sostanza di cui parlare.