Voglio andare a vedere l'Uomo Che Brucia

Prima o poi frutterò l'ultima settimana di Agosto, periodo durante il quale si tiene, per andare nel deserto del Nevada e partecipare a Burning Man

Perché?

La risposta risiede nella domanda stessa. Voglio comprenderne il perché. Forse perché appassionato di community in tutte le sue accezioni, ma soprattutto perché ogni anno migliaia e migliaia di persone si radunano ai confini della civiltà per sentirsi liberi di esprimere ciò che sentono di essere?

Non ultimo comprendere perché così tante persone tecnologiche ci siano andate svariate volte nel corso degli anni.

Partiamo però dall'inizio. Cos'è Burning Man? 

Lessi di Burning Man la prima volta nel 2011 su Il Post e da subito mi incuriosì la dinamica di costituzione di una società parallela che per circa una settimana si costringere a vivere lontana da quella civile, all'estremo delle condizioni climatiche così come quelle culturali. Ne sentii parlare una seconda volta, circa un anno e mezzo fa da un mio collega americano di Microsoft, su per giù della mia età, il quale in preda a una sorta di visione mi descriva quella che per lui è stata l'esperienza più estrema e bellissima di un'intera vita.

Foto di Duncan.co

Foto di Duncan.co

Ho cercato di documentarmi. Questo post sul sito ufficiale racconta tutto ciò che questo evento è, ma allo stesso tempo ne dice pochissimo. Mentre qui i 10 princìpi fondanti.

Si tiene nel deserto del Nevada, dove in quel periodo dell'anno fa caldissimo di giorno e c'è una grossa escursione termica la notte, per non parlare delle tempeste di sabbia improvvise. In queste condizioni precarie chi partecipa può portare il proprio bagaglio culturale per condividerlo con gli altri attraverso manifestazioni, workshop, mostre e via discorrendo. 

Il tutto avviene all'interno di una nuova città, dove vengono costruite delle abitazioni, in aree specifiche indicate da chi organizza la piantina giorni prima e creata da un vero e proprio urbanista. L'insediamento è costituito da cerchi concentrici dove al centro viene eretto questo uomo di legno a cui viene dato fuoco l'ultima notte.

Se andate a cercarla oggi non trovate nulla. Viene tutto smantellato il giorno successivo e, regola della manifestazione, non deve rimanere nemmeno uno spillo di quanto creato: dalle opere d'arte ai rifiuti abitativi.

Foto di Julien Vergely

In questo luogo i soldi non hanno valore, ci si deve portare tutto da casa e se nel caso ti dovesse mancare qualcosa lo puoi ottenere solo con il baratto. Quindi, pur essendoci bar, ristoranti e un'innumerevole quantità di servizi come se ci si trovasse nel proprio paese il tutto è accessibile scambiando qualcosa di proprio. 

Essendo un luogo libertino per sua stessa natura costitutiva pare sia anche luogo dove viene dato sfogo a parecchi vizi umani altrimenti non accettati nella realtà quotidiana. Ed è per questo che mentre cercavo immagini per questo post ne ho trovate davvero pochissime. Il motivo? Un po' come a Las Vegas quello che accade a Burning Man rimane lì dov'è e se voglio scattare o riprendere devo registrare il mio apparecchio. 

Ho trovato due bellissimi video di quest'anno. Il primo riassume un po' l'accaduto:

Mentre il secondo è realizzato da un drone fatto sorvolare sopra il grosso semicerchio:

Non finisce qui. 

Come ogni anno nei giorni successivi al termine di Burning Man in molti ne commentano l'esperienza. Ho recuperato tre articoli particolarmente interessanti scritti da poco, al termine dell'edizione 2014:

Mashable. Chris Taylor, l'autore del post, ce l'ha un po' con il NY Times in quanto a parer suo non ha ben compreso il profilo di chi partecipa ad un evento simile. Il frequentatore tipo dovrebbe essere: 

It is, and always has been, ruled by all kinds of techno-smart futuristic punks rather than nostalgic hippies or dippy ravers.

E non una spianata di hippy come invece Nick Bilton sul Times descrive il partecipante medio. Questo perché, citando ancora Mashable:

Notice, newbies, that when I keep calling it a city, I'm not speaking metaphorically. This is a city with roads, street signs, with a volunteer force of street gas lamp lighters, with public services like coffee and porta potties and sewer trucks and water trucks to douse the roads, all included in the price of your taxes — er, ticket.
[...]
Everything else that happens on the surface of Burning Man — the partying, the techno music, the whimsical city-wide improv act complete with Mad Max-style Thunderdome — is icing that sits on the cake of this deep and genuine community spirit.

SFBG, pur considerandolo ancora il miglior party del pianeta, ne parla come se fosse già passato di moda. Ha come si dice in gergo Saltato lo squalo. Oltre 70.000 partecipanti hanno fatto si che diventasse un fenomeno molto conosciuto e non più così tanto esclusivo.

The Man

Ho fatto poi l'ultima cosa rimasta da fare. Provare a vedere se ci fosse qualche italiano statoci in prima persona in grado di potermi raccontare l'esperienza. 

Ne ho trovato al momento solo uno, Simone di Castri, da cui ho preso la foto qui sopra su 500px.com dove è presente un suo bellissimo album di scatti, e a cui ho scritto nel caso volesse raccontare di più.

Spero davvero mi risponda. Nel caso ci fosse qualcun altro, si faccia avanti qui nei commenti o mi mandi un'email. 

Chiudo con questo timelapse fantastico di cosa accadde durante i giorni di Burning Man dell'anno passato. Da vedere!

Prima o poi ci andrò e sarò io a raccontare.