Una vita in coda

Ci passiamo la vita in coda. E no non mi sto riferendo solo agli automobilisti in ascolto. Tutti vi abbiamo a che fare.

In mensa, alle poste, all'imbarco prima di salire per un volo. 

Senza andare a scomodare la Teoria delle Code, il nocciolo della questione è che noi italiani le code non le sappiamo rispettare (Luca ne parla qui). È insito dentro di noi trovare il modo migliore per arrivare prima all'obiettivo. 

Purtroppo ancora in troppo pochi hanno compreso che ciò che conta è il come ci si arriva. Il tempo è solo un parametro determinato proprio dall'incapacità di creare una fila efficiente.

Insomma chi cerca di fare il furbo spezza l'equilibrio matematico della coda causando una perdita di tempo a tutti. Questa constatazione si presenta ai miei occhi in modo piuttosto evidente nel momento in cui cerco di raggiungere il posto assegnato in aereo. In questo caso la furbizia si tramuta in una corsa forsennata a raggiungere il proprio posto con una successiva incapacità di leggere il numero del posto assegnato, nel formare subito la coda al gate e restare in piedi per delle mezz'ore intere, nel cercare di introdurre nella cappelliera veri e propri forzieri d'oro con scarso successo. e molto altro ancora.

Un astrofisico, forse troppo frustrato dall'attesa, pare voglia far lasciare tutto al caso in questa sua teoria pubblicata per l'imbarco casuale dei passeggeri

Chissà se impareremo mai, oppure riusciremo ancora a creare code infinite su autostrade da sei corsie solo perché non siamo in grado di non rallentare a sbirciare all'interno dell'abitacolo dell'incidente appena accaduto.