#WhyIBlog Intervista a Luca Conti

Sono molto contento di ospitare Luca per la nuova puntata di #WhyIBlog. Sicuramente tra i più conosciuti blogger italiani e che, da qualche tempo, ha deciso di far diventare la sua casa online il centro pulsante di tutte le sue condivisioni.

Presentazioni. Nome, Professione, URL e piattaforma utilizzata

Luca Conti

Ciao! Sono Luca Conti, non riesco a definire la mia professione con una parola, chiedo scusa. La versione breve è: consulente per l'uso avanzato dei social media, giornalista freelance, autore (di libri) e in questo momento responsabile dello sviluppo internazionale e della comunicazione di Simplicissimus Book Farm. Il mio blog principale, attivo dal 2002 è Pandemia http://www.pandemia.info e, dopo aver girato i primi anni su Movable Type, da tempo gira su WordPress.

Perché hai un blog?

Ho iniziato per condividere link e notizie che ritenevo interessanti e poche presenti nei media tradizionali. Sono passato dopo poco a interessarmi dell'evoluzione del mondo dei blog prima e del social web poi. La voglia di condividere è stata la molla prima e lo è ancora oggi. Certamente i tempi sono cambiati e l'uso del blog con essi, ma la motivazione non è venuta meno.

Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Dal 2007 mi sono lanciato nel lavoro autonomo, con un contratto con Rai News 24, che ha dato il via a una avventura che ancora continua. Se non avessi avuto Pandemia, non avrei finito per essere invitato da France 24 al suo lancio internazionale e Rai News 24 non mi avrebbe notato, con tutto quel che è venuto dopo. La risposta breve è: mi ha aiutato molto.

Quale significato ha oggi avere un blog? Non sono sufficienti i social network?

Il vantaggio di un blog rispetto ai social network, come hanno detto già altri tuoi ospiti prima di me, è che è tuo. Non dipendi da nessuno, soprattutto se sta su un tuo spazio con tuo dominio, modalità che raccomando per chi fa sul serio. I social network sono gli ambienti dove diffondere e raccogliere feedback, non dove produrre direttamente contenuti. Ora anche LinkedIn consente di fatto di avere un blog associato al proprio profilo. Tutto bello, ma i contenuti restano su LinkedIn e di fatto ne perdi il controllo, oltre alla monetizzazione.

Un blog che consiglieresti di seguire?

Da un po' seguo Ryan Holiday, sempre ricco di spunti non banali, vedi: http://www.ryanholiday.net/the-overthinkers-guide-to-launching-your-next-project-without-wanting-to-kill-yourself/

In Italiano, uno dei pochissimi che seguo è Luca De Biase http://blog.debiase.com/

buon blogging!