#WhyIblog Intervista a Fabio Lalli

Con molto piacere in un questo nuovo post dedicato a #WhyIBlog, intervisto Fabio Lalli.

Ho conosciuto Fabio qualche anno fa in un mio primo aperitivo degli Indigeni Digitali in cui mi parlò del bellissimo followgram

Non ho mai smesso di seguire quello che fa e scrive online. Interessante leggere la sua idea di blog e come si è evoluta.

Partiamo.

Presentazioni. Nome, Professione, URL e piattaforma utilizzata

Mi chiamo Fabio, sono un imprenditore. Attualmente Ceo di IQUII una mobile company fondata due anni fa con mio fratello. Qualcuno mi ritiene un comunicatore, qualcuno mi dice che sono un tecnico. Di fatto a me piace invece dire che comunico quello che tecnicamente amo fare. Mi ritengo un sognatore, positivo e ottimista di default. Il mio spazio personale, punto di ingresso nella mia vita digitale è http://fabiolalli.com , ma non amo chiamarlo blog. Forse lo era un tempo, quando lo interpretavo come uno strumento di comunicazione e lavoro. Oggi non è più utilizzato per quello. Utilizzo Wordpress, lo trovo facilmente personalizzabile e flessibile. Potrei utilizzare Medium, mi piace la filosofia ed il design, ma non posso governarlo fino all'osso come Wordpress.
 

Perché hai un blog?

Come dicevo sopra, non ho un blog. Ho un mio spazio, per me, non per branding o altro. E' semplicemente un posto dove in modo molto più informale, diretto, discontinuo, senza impegno e senza necessità di dover usare per forza tecnicismi, scrivo e condivido riflessioni e pensieri sparsi. È un modo per consolidare esperienze fatte o idee maturate, in un mio luogo, virtuale, pubblicamente accessibile.

Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Non credo che sia mai stato un vero e proprio strumento di lavoro come dicevo sopra. Non ci ho mai guadagnato direttamente o indirettamente con il "blog".  Credo piuttosto che sia stato poi il punto di contatto in cui son atterrate ed entrate le persone che mi hanno conosciuto, grazie ai social network e ai momenti di networking. In questo spazio hanno trovato i miei riferimenti ed i miei contatti verso i vari canali sociali, sui quali poi poter dialogare e rimanere in contatto continuo.

Quale significato ha oggi avere un blog? Non sono sufficienti i social network?

Prima di tutto credo sia un modo corretto di "parcheggiare" la propria identità online e renderla visibile ai motori di ricerca e quindi alle persone. A mio avviso avere un blog non è altro che un modo per aggregare, ormai, alcune informazioni personali e rendere più facilmente visibili (ed in modo aggregato) i propri canali sociali, e gestire l'ambiguità in caso di omonimia e la veridicità dell'account personali. Ma blog e social hanno secondo due pesi differenti: il blog mi ha sempre dato l'idea di un contenuto solido dell'io digitale, quel contenuto che rimane, che è stato scritto in modo approfondito e studiato. Il contenuto social per sua natura è più istantaneo, più rapido e molto meno forte e molto più labile: si scrive, passa nello stream, si disperde nella rete e cambia molto velocemente, integrato da opinioni e discussioni. Io per esempio utilizzo appunto il blog per consolidare delle riflessioni e lasciarle, nel mio spazio, in vita per più tempo. I social li utilizzo per conversare, imparare, condividere e apprendere.

Un blog che consiglieresti di seguire?

Tempo fa avrei detto quello di Massimiliano Trisolino, ma lo ha chiuso e io sono andato in depressione da lettura digitale! A parte gli scherzi, leggo con molto interesse e molto volentieri le tue riflessioni quando scrivi, quelle di Luca della Dora su Medium ultimamente . Negli ultimi anni ho iniziato a leggere prevalentemente blog stranieri e persone che ho incontrato viaggiando: è un modo per avere contaminazioni e punti di vista diversi dai nostri, spesso perimetrati solo a visioni italiane.