#WhyIBlog riprende! Intervista a Mauro Lupi

Dopo oltre un anno di latitanza, ma sono certo mi scuserete visto che il tempo non è andato perduto, riprendo in mano il progetto #WhyIBlog

Cercherò per quanto mi è possibile di curarlo, farlo crescere ed ampliarlo anche a testimonianze straniere. Ho variato un po' il set di domande, in modo da non far scadere le opinioni dei partecipanti con una limitazione temporale.

Se vi interessa lasciare anche la vostra testimonianza, l'idea finale è sempre quella di trasformare il materiale in un piccolo eBook. Per cui se vi fa piacere scrivetemi pure qui.

Il primo professionista e amico dal quale ho voluto ricominciare è Mauro Lupi. Ho conosciuto Mauro ormai 8 anni fa e per lui nutro profonda stima per tutto quello che fa e le sue idee sempre interessanti.

Di seguito le sue risposte alle 5 fatidiche domande.

Presentazioni. Nome, Professione, URL e piattaforma utilizzata

Ciao, sono Mauro Lupi, il mio blog è www.MauroLupi.com e gira su WordPress. Sembra una presentazione ad una seduta di alcolisti anonimi :-)

Scherzi a parte, mi occupo da oltre 30 anni di ICT dei quali gli ultimi 15 anni dedicati a marketing e comunicazione digitale. Più recentemente seguo in prevalenza progetti di consulenza strategica a supporto dei processi di digital transformation e social business per aziende di medie e grandi dimensioni.

Perché hai un blog?

Aprii il blog più di dieci anni fa, in realtà principalmente per capire tutto il fenomeno che i blog iniziavano a scatenare. Realizzai che il modo migliore per comprendere il settore era farlo “da dentro”, diventando un nodo attivo dell’ecosistema e sviluppando relazioni digitali con moltissime persone interessanti. Era un periodo in cui avevo diverse cose da dire ma soprattutto grande interesse ad “ascoltare” per confrontarmi su svariati temi di business. C’era una sorta di patto di arricchimento comune e non potevo starne fuori. Ho sempre professato e operato secondo un principio di “generosità intellettuale”, fatta di dare prima di ricevere; penso ad esempio a quando creai MotoriDiRicerca.it nel 1997 che probabilmente è uno dei primi esempi in Italia di content marketing del settore. Ecco, dentro la “blogosfera” (come la chiamavamo allora) mi sentivo a casa.

Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Per alcuni anni è stato il miglior supporto al business per l’agenzia che guidavo allora (Ad Maiora), sia in termini di awareness e di sviluppo di nuovi contatti, ma anche come accreditamento e reputazione. Era il manifesto tangibile della strategia e del posizionamento dell’’azienda.

Tuttora è lo specchio dei miei interessi professionali, è il luogo dove condivido le ricerche di mercato che ritengo più significative e dove racconto gli eventi a cui partecipo. Anche se ho attenuato di molto la frequenza con la quale lo arricchisco, scrivere per il blog mi “costringe” ad approfondire e studiare alcuni argomenti importanti.

Più in generale, continuo a pensare che il blog sia la miglior rappresentazione digitale di un individuo specie dal punto di vista professionale. Ho notato che le persone che indirizzo al mio blog, difficilmente non capiscono di cosa mi occupo e quali sono le mie competenze. Direi anche meglio del profilo Linkedin (che non a caso sta proponendo a molti blogger – anche a me – di scrivere dei post a corredo del proprio profilo).

Quale significato ha oggi avere un blog? Non sono sufficienti i social network?

Ma il blog, insieme ai forum, è l’antesignano dei social networks! Certo, gli strumenti di relazione online si sono moltiplicati, ma il blog rimane il mezzo ideale per chi ha cose da dire più lunghe di tre paragrafi. Tieni conto che nei blog includo anche quelle piattaforme di publishing verticali o semplificate come ad esempio Tumblr.

Probabilmente il significato dei blog è tornato ad essere più personale, più “diario” come era alle origini. A me, ad esempio, serve anche come bookmark per ritrovare libri o ricerche di cui ho trattato.

Una volta scrissi un post a proposito del fatto che molti blogger smettono di scrivere per un po’ o riducono sensibilmente la frequenza dei post. Usai la metafora del testimone di una staffetta di atletica, nella quale ci si passa il testimone tra singole persone le quali, in virtù delle fasi della loro vita (personale o professionale), alternano i momenti di impegno. Che poi è la differenza rispetto ad un professionista dei media o a un giornalista che invece deve tipicamente rispettare temi e frequenza di un calendario editoriale.  Ecco, credo che il ritmo con la quale ci si passa oggi il testimone dell’impegno a bloggare sia solo più diluito, meno pressante e probabilmente più adeguato ai tempi.

Un blog che consiglieresti di seguire?

Segnalo volentieri www.nuovoeutile.it perché è scritto da un’artista della parola quale è Annamaria Testa e perché si occupa di creatività e contenuti, due temi che ritengo affascinanti e che non mi stanco mai di approfondire.