#InsPiRingPR

Sabato mattina sono partito per Mestre, dove all'interno dello splendido NH Laguna Palace si è tenuto l'incontro InspiringPR ideato da FERPi Triveneto.

Ci sono voluto andare per due ragioni, la prima perché ero curioso di ascoltare un paio di speaker, la seconda per salutare vecchi amici.

Alcune considerazioni, al di là della location molto bella, il wi-fi finalmente presente ci sono alcune cose che mi piacerebbe vedere. Soprattutto in un evento che parla di comunicazione.

Gli interventi

Siccome l'obiettivo dell'evento era quello di ispirare. Questo è quello che mi sono portato a casa.

Molto bello quello d'apertura di Paola Peretti sul crowdfunding. Secondo lei non è solo il nuovo modo per costruire progetti, ma anche il marketing di nuova generazione. Circa 2.7 miliardi di dollari raccolti nel mondo con oltre 800 piattaforme esistenti.

Interessanti i progetti di raccolta fondi interni alle aziende che coinvolgono i dipendenti per supportare i progetti più disparati. Quello di IBM con iFundIT mi ha sorpreso:

IBM has been one of the most prominent organizations to experiment with enterprise crowdfunding. The company has developed its own crowdfunding platform, dubbed iFundIT, that employees in its IT department use to develop and pitch potential projects and company purchases. Workers are given up to $2,000 of IBM money that they can use to fund the projects they believe have the most potential.

Nel 2014, in un evento in cui si parla di comunicazione, d'arte e aziende per giunta, credo non sia più tollerabile presentarsi con slide solo testo. Per questo per il secondo degli interventi, mi sono espresso così:

Non ero a conoscenza dell'algoritmo sviluppato da Duepuntozero research per misurare l'influenza online. Ringrazio Adriana Ripandelli per averlo portato all'attenzione del pubblico.

Giorgio Soffiato è stato uno dei pochi ad aver portato qualche elemento di novità, parlando dell'importanza dei "makers" e di quante possibilità hanno i nuovi artigiani di sfruttare il digitale per condividere e vendere le proprie competenze e produzioni.

L'amico Federico Filippa ha parlato della gestione di un caso di HR, dicendo tra le altre una grande cosa da tenere stampata accanto ad ogni monitor di chi fa comunicazione:

Dopo Daniele Chieffi e l'importanza dell'ascolto, ha parlato Tiziana Cavallo, professore universitario e studiosa di TransMedia Storytelling, raccontando di come le immagini siano il patrimonio storico per un'azienda. Chi si occupa di comunicazione ha il dovere di mantenere questo capitale sociale nelle relazioni che instaura e porta avanti nel nome della sua azienda.

Per questo motivo siamo chiamati a fare un'unica cosa, alleggerire con autorevolezza la comunicazione. Probabilmente la cosa più difficile da fare, ma quella maggiormente apprezzata da tutti.

Considerazioni

È complicato organizzare un evento, è complicato sapere prima quelli che saranno i contenuti dei relatori se non attraverso qualche slide inviata un paio di giorni prima.

Eppure l'aspetto organizzativo è importante tanto quanto quello dei contenuti. Forse in Italia pecchiamo di non avere qualcuno in grado di proporre qualcosa di nuovo e diverso, sottoscritto incluso, ma mi domando come mai rimango sempre piacevolmente colpito quando guardo video online di conferenze su argomenti similari provenienti dagli Stati Uniti.

Soprassiedo il fatto che non ci siano state domande, o i problemi tecnici legati al bello della diretta. Tuttavia lascia l'amaro in bocca tornare a casa senza qualcosa di nuovo e di bello da poter applicare nel lavoro quotidiano.

Perché quello a cui ho assistito sabato erano gran parte dei contenuti di comunicazione studiati all'università quasi 10 anni fa. Perché forse nelle aspettative tracciate a priori si dovrebbe spiegare molto bene a chi un evento deve essere indirizzato.

E si, è facile dire il vecchiume percepito per me saranno state le assolute novità per qualcun altro. Il fatto è che se quelle novità non sono già state date per assodate, allora abbiamo tanto gap da recuperare. Ed è forse per questo che di gemme fuori dal coro in Italia se ne vedano ancora così poche.