The Interview e il marketing

Questa mattina aprendo il mio feed RSS trovo la notizia di come il film The Interview abbia guadagnato, nel weekend appena trascorso, 15 milioni di dollari online e poco più di 2 nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti dove è stato trasmesso:

The Interview did far better online than it did in its limited theatrical release. Sony Pictures has revealed that the film pulled in over $15 million over the holiday weekend from online purchases and rentals alone in the US and Canada. The studio has also announced that the film has already been rented or purchased over 2 million times.
That handily beats the estimated $2.8 million the film earned over the same time period in theaters. However, only a relatively small sampling of independent theaterscarried the film — had the major theater chains been willing to show The Interview, these numbers would likely be very different.

Non male davvero per 4 giorni di vita pubblica della pellicola. Un risultato acquisito nonostante il presunto attacco hacker Nord Coreano ai danni di Sony Pictures nelle settimane passate e la minaccia di chissà quale ritorsione politica.

Beh, in passato siamo stati tutti testimoni di almeno un lancio di un prodotto a seguito di un leak, soprattutto quello di un nuovo smartphone ritrovato casualmente in un bar poco prima del lancio dello stesso.

Un'idea bislacca forse, ma resto convinto che in Sony abbiano messo in campo una delle più grandi campagne di marketing degli ultimi decenni. Un concerto di azioni per vendere un film che, a detta di molti (Vox e Polygon), è una risma di luoghi comuni su un Paese che pochi al mondo possono dire di conoscere. 

Es el marketing.