I blog e i tatuaggi

Leonardo ne sa ancora. A pacchi. Dal suo ultimo post:

[...] Prima o poi ci stancheremo di FB - ci siamo stancati di tutto - e troveremo qualcos'altro che all'inizio funzionerà bene e poi sempre peggio ma comunque avrà attirato così tanti utenti che resterà comunque per un pezzo il posto più interessante e divertente. Funziona sempre così - dove sono le discoteche della nostra adolescenza? Ci sembravano eterne, e invece - il problema è che disfarsi da Facebook sarà oggettivamente più difficile. Ci abbiamo rovesciato troppa vita dentro, e senz'altro Zuck non ce la restituirà. Non gratis. È un po' il problema dei tatuaggi.

A me non piacciono i tatuaggi. Sono una persona costituzionalmente incerta, tendo a pensare al me stesso del futuro come a un estraneo che avrà senz'altro gusti diversi dai miei, a cui devo consegnare il mio corpo nella condizione il più possibile ottimale, e quindi trovo stupidi i tatuaggi. Non vedo l'ora che passino di moda. Il problema è che il tatuaggio non è un anellino qualsiasi. Non passa di moda per definizione. Chi si fa un tatuaggio a vent'anni potrebbe trovarlo disgustoso a ventuno - ma non lo farà. Cristallizzerà il suo gusto al tempo in cui gli piacevano i teschi o i font esotici. Svilupperà milioni di teorie - una per ogni giorno in cui si vede il collo tatuato allo specchio - per spiegarsi come mai quella macchia sul collo è interessante a dispetto di ogni ragionevole estetica. Farà il possibile e l'impossibile per autoconvincersi che i tatuaggi sono belli e probabilmente riuscirà a convincere qualcuno più giovane di lui a replicare il suo errore all'infinito. Intere civiltà del passato sono discese in questo abisso.

Mi chiedo se Facebook non sia un po' la stessa cosa. Vedo un sacco di gente buttarci dentro la loro vita, indifferenti al fatto che sia una lavagna indelebile, e di proprietà altrui. Poi si lamentano se Zuck per augurargli il buon Natale gli risputa la foto della figlia morta - hai regalato le tue foto all'unico edicolante in città, che t'aspettavi? C'è gente che ha chiuso i blog - per carità, li capisco - e poi scrive cose intelligenti su facebook, ma perché lo fate? Davvero avete tanta intelligenza da regalarla gratis agli incroci delle strade, come la Sapienza dei Proverbi? Non vi interessa più tenerla in archivio, volete lasciarla tutta a Zuckerberg?
E se un giorno ve la cancella?
O se un giorno voleste cancellarvi voi?
Vi state tatuando facebook sul collo, rendetevi conto.

La lamentela a cui fa riferimento in chiusura è questa, dove un padre si è trovato tra il meglio del 2014 le foto della figlia da poco deceduta come una celebrazione dell'anno in chiusura.

Facebook ha chiesto scusa incontrando di persona il padre. Un bel gesto.

Gli algoritmi, tuttavia, non hanno cuore.