Diffidenti e Social: Come si cambia tra online e offline

Per prima cosa guardate questo video:

L'ho trovato su qualche blog di marketing tra i miei feed, non ricordo più quale purtroppo.

Plauso innanzi tutto a Nestlé per una pubblicità fatta in questa maniera. Come al solito ho cercato di guardarla dal punto di vista della sociologia della comunicazione e dei rapporti interpersonali. Negli anni, anche distrattamente, ho appuntato qui qualche pensiero sull'argomento: Il piccolo mondo delle ore 8, Noi stessi anonimi, Siamo ciò che condividiamo

Il video qui sopra me li ha fatti ricordare tutti, è riuscito a concentrarli in pochi minuti. Un esempio perfetto di come ci siamo evoluti, influenzati da una comunicazione sempre più fatta di apparenze online, sempre più disturbata e diffidente quando ci troviamo ad affrontare uno sconosciuto nella vita reale: Cosa vuole? È scemo? Perché mi parla? Non vede che sto pensando ai fatti miei? Gira i tacchi e lasciami perdere.

Sensazioni conosciuta? Il video sicuramente ce le stimola ulteriormente se ci cerchiamo di immedesimare nella medesima situazione. 

Ho voluto scambiare velocemente due battute con il Dott. Michele Cucchi, si proprio quello in apertura del video.  A lui ho voluto chiedere perché questa espansività online, mentre dal vero le nostre barricate si alzano a dismisura? Questa diffidenza e ritrosia ad approcciarsi a qualcuno che non conosciamo anche in una situazione sicura, può essere causata da un cambiamento nel nostro modo di comunicare influenzato da Internet?

Mi ha risposto così:

Il mondo dei social ci scherma dalle difficoltà emotive che "dal vivo" caratterizzano l'interazione con l'altro, momento in cui scattano paura del giudizio, paura di non accettazione, dubbi su come approcciarsi ( collaborazione, seduzione, accudimento, competizione). Nel mondo virtuale abbiamo tempo per scegliere cosa dire, la pancia non si attiva e non ci influenza, possiamo gestirle meglio. È più difficile dire ciò che pensiamo chiaramente dal vivo. 
Il mondo social ci permette di spine eco sento e un po' di più oltre la naturale barriera del pudore, della convenzione, del riguardo.
Quindi: è un po' come giocare alla playstation a FIFA e giocare davvero: nel cp scegli chi sei e più o meno poi fare tutti i ruoli che vuoi. Dal vivo....dipende chi sei.

Torniamo quindi alla mia convinzione. Online si cerca di dare il meglio di sé, la propria versione maggiormente accettata dagli altri. Offline, o nasci attore o lo diventi. Essere se stessi non è più sufficiente a quanto pare.