Noi stessi, anonimi

A marzo scorso parlavo di come online ci identifichiamo per ciò che condividiamo, tema ripreso anche da Luca poco tempo dopo, affermando come fosse l'anonimato a renderci davvero liberi di esprimere la vera natura delle nostre idee.

Tra le rispose ai commenti avevo aggiunto:

Anonimato

Tra le news tecnologiche di questa mattina leggo di una nuova applicazione per iOS in rapida crescita in termini di utilizzo negli Stati Uniti: Secret.

Secret

Il concetto è semplice, l'app accede alla tua lista contatti, da qui in maniera totalmente anonima viene chiesto di condividere qualsiasi pensiero ci passi per la testa in maniera totalmente anonima. Il network di contatti, dopo un limite iniziale a quelli personali, inizierà ad espandersi.

L'idea alla base di tutto: una volta "divorziato" dalla propria identità, si dovrebbe essere maggiormente propensi e aperti a condividere qualsiasi cosa. Eliminando le inibizioni a condividere così ciò che realmente si pensa.

App del genere ne esistono già, ma Secret premia però il pensiero e i commenti condivisi piuttosto che l'utente ad aver lanciato il thread.

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Sono curioso di provarla quando arriverà qui in Italia, se mai ci arriverà. Mi interessa capire se l'anonimato facilita contenuti maggiormente stimolanti perché privi di quel senso di giudizio che spesso ci blocca dal postare sui social network attuali. Oppure si limiterà ad essere un ricettacolo di troll.

Ad ogni modo come dice MG Siegler, i social network si stanno specializzando, frastagliando in tante piccole realtà in grado di fare meglio di qualunque altro quel particolare servizio. Facebook non basta più, oppure è troppo perché fa poco di tutto. Dal calderone con dentro qualsiasi cosa abbiamo bisogno del piatto di qualità sempre più spesso.

...E infatti qualche ora dopo, arriva la notizia di un possibile anonimato anche su Facebook...