What difference a Tweet makes

Questa mattina sui social è in costante condivisione il post fatto sul blog de Il Corriere, Silicon Valley, dove si denuncia il fatto che il "Digital Champion" del governo italiano, Francesco Caio, non abbia un account Twitter.

Il tutto parte da uno scambio di tweet avvenuto tra un giornalista di TechCrunch Mike ButcherNeelie Kroes (Vice presidente della commissione europea e responsabile dell'Agenda Digitale per l'Europa).

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In tanti si stupiscono del fatto dell'assenza su Twitter di chi dovrebbe occuparsi dello sviluppo degli affari digitali di questo Paese. 

Ma ci importa qualcosa? E' davvero così fondamentale che sia su Twitter a dire la sua o ad interagire con la popolazione? 

Io credo invece che le priorità siano ben altre a questo punto. Non basta essere su Twitter e promettere di diffondere la banda larga per risolvere tutti i nostri problemi legati allo sviluppo digitale.

Sono piuttosto d'accordo con l'analisi fatta su Linkiesta da Francesco Cancellato ed Emiliano Santoro, su come la banda larga non sia sufficiente. È invece necessario un processo di alfabetizzazione digitale visti i preoccupanti dati di Eurostat:

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L’implementazione di politiche per la diminuzione dell’analfabetismo informatico potrebbe essere una buona leva per far crescere il mercato delle vendite online, perlomeno in relazione all’Italia. Un Paese, forse vale la pena di ricordarlo, in cui il 39% della popolazione non ha mai navigato su internet. L’esempio da seguire, in quest’ambito, è quello dei paesi scandinavi. Come la Svezia, che detiene il record nel numero di personal computer per studente e nella quale sin dall’asilo viene insegnato ai bambini l’uso dei tablet.

Alfabetizzare è utile, ma anche l’alfabetizzazione, da sola, non basta. Per crescere bisogna essere in grado anche di tracciare percorsi d’eccellenza che creino figure professionali di alto livello, ingegneri informatici e programmatori in grado di competere con i loro pari grado stranieri.

Insomma, invece di preoccuparsi di stare su Twitter, il nostro commissario per l'attuazione dell'Agenda Digitale speriamo si preoccupi piuttosto di lavorare in questo senso.