Su Whatsapp, texting e la comunicazione da mobile

Un paio di mesi fa leggevo su Medium di come molti teenager americani stiano abbandonando i Social Media "old school" in favore di altre strade per comunicare tra di loro.  

Al di là di una definizione molto azzeccata per Facebook: 

What is Facebook to most people over the age of 25? It’s a never-ending class reunion mixed with an eternal late-night dorm room gossip session mixed with a nightly check-in on what coworkers are doing after leaving the office. In other words, it’s a place where you go to keep tabs on your friends and acquaintances.

Il post si focalizzava però sul fenomeno del texting e di come molti ragazzini preferiscano app come Snapchat per scambiarsi messaggi (e immagini che scompaiono dal device dopo qualche secondo dalla visualizzazione), piuttosto che i luoghi oramai diventati tradizionali per parlare online. 

Tra le varie spiegazioni, la ricerca di un luogo dove non essere controllati da genitori e parenti maggiorenniGli inglesi lo chiamano appunto texting, ed è semplicemente la pratica di inviare SMS, utilizzando però applicazioni che sfruttano la connessione dati dello Smartphone invece della rete telefonica.

L'applicazione più utilizzata al mondo per questo tipo di attività è Whatsapp, il cui CEO  Jan Koum, in occasione del lancio della nuova funzionalità per inviare audio messaggi pre-registrati, ha annunciato di aver sorpassato i 300 milioni di utilizzatori attivi

Le pagine tecnologiche del WSJ hanno pubblicato questa interessante ricerca di Onavo Insights, dove vengono mostrate le percentuali di penetrazione delle varie applicazioni concorrenti in grado di svolgere lo stesso scopo (esclusi dal conteggio gli SMS e iMessage così come Skype) : 

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Osservavo come gli unici paesi dove non ha ancora raggiunto una grossa penetrazione sono U.S. e Francia. Nel primo gli abbonamenti dati per cellulare costano molto, e sebbene non sia del tutto vero che ci sia un Wi-Fi hotspot ovunque è sicuramente il Paese dove collegarsi gratuitamente nelle grandi città è piuttosto semplice. Nel secondo invece sembrano prevalere ancora gli SMS accessibili ad un costo molto basso.  La Cina merita un discorso a parte, Whatsapp sta cercando di entrare in un mercato dove la più grande Internet company, Tencent, ha realizzato un app apposita per i propri clienti già fidelizzati su altri servizi come QQ

Singolari come tipologia di dati. 

Seppur non siamo in grado di non comunicare, essa si sta spostando lentamente di nuovo verso una sfera più intima e meno da piazza, soprattutto nelle fasce d'età più giovani. Chissà se crescendo anche loro invertiranno la tendenza o meno. Sarebbe bello avere un confronto tra questo tipo di comunicazioni e quelle pubbliche, intrecciarle, e vedere quanti preferirebbero utilizzare un certo tipo di servizio rispetto ad un altro. 

La scelta di un mezzo dipende anche da uno stato d'animo, e fin dai tempi di Windows Live Messenger, poi con Skype, abbiamo imparato ad esprimerli attraverso degli emoticon tanto deprecati da Salon  e Luca qualche anno fa. Ci hanno fatto perdere lo stimolo di spiegare per filo e per segno come ci si sentisse o semplicemente l'utilizzo di parafrasi sufficientemente comprensibile per il nostro interlocutore. 

Su mobile Whatsapp ha reso famose l'estensione emoji , una collezione di emoticon diventata standard su quasi tutte le piattaforme. Questo riassunto di significati più o meno contestuali racchiude anche una cronologia di quelli più utilizzati di recente:

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Riflettevo sul fatto se potessero essere o meno specchio di uno stato d'animo quotidiano frutto delle nostre conversazioni o semplici riflessi del racconto della vita.

Che ne dite? Quali applicazioni alternative agli SMS utilizzate per comunicare da mobile?