Rdio, finalmente, in Italia!

Rdio in Italia

Per chi ogni tanto mi legge conosce la mia passione per la musica, per i servizi streaming e in particolare per Rdio. Ne avevo iniziato a parlare circa due anni fa, intervistando la responsabile marketing e content, Marisol Sogal.  

Rdio, nel caso non sapeste cosa sia, è un servizio di musica in streaming molto simile a Spotify, Deezer e Last.fm creato dagli stessi fondatori di Skype: Niklas Zennerström e Janus Friis.

A differenza degli altri propone un modello di business completamente basato sulla sottoscrizione di un abbonamento, con 6 mesi di prova gratuita e la perfetta sincronizzazione tra tutti i device sui quali si sta ascoltando la canzone. Quindi se metto in pausa sull'app del PC, la posso riprendere facilmente da mobile (dove posso sincronizzare offline). 

Al primo accesso, se siete utilizzatore di iTunes, fare un sync con la vostra libreria, in modo da ritrovarvi nella vostra raccolta tutti i brani conservati offline.   

 

A differenza di Spotify, Rdio ha iniziato un po' più tardi la propria politica di espansione sul territorio europeo e mondiale, causando qualche ritardo sugli accordi locali delle canzoni. Quindi, benché possegga una banca dati un po' più ampia di Spotify, raggiungendo i 18 milioni di brani, su Rdio mancano ancora molte canzoni del panorama italiano.

Tuttavia, un accordo siglato in febbraio con la SIAE proprio per introdurre artisti italiani nel catalogo, lascia ben sperare sul futuro delle canzoni nostrane.  

Pur mancando di alcune caratteristiche di integrazione diretta con Facebook come Spotify, Rdio ha saputo animare la community interna lasciando la possibilità di creare compilation in collaborazione tra più utenti e andando a prendere artisti internazionali come ambasciatori del servizio e consiglieri diretti di nuova musica all'interno del servizio. Leggasi Snoop Dogg ad esempio.  Senza contare il costante aggiornamento di novità musicali e devo ammettere che in 2 anni ne ho scoperta davvero tanta.

Un'altro aspetto molto interessante è l'apertura verso la community degli sviluppatori, con l'apertura diretta delle API e dove sono stati sviluppati nel tempo progetti si vario genere per plasmare la musica a piacere. Ne trovate qualche esempio qui: Developer App 

Infine, il design. Se Spotify è paragonabile a Facebook e Wordpress, sicuramente Rdio è come Twitter e Squarespace. E questo mi basta per sapere quale dei due servizi continuerò ad utilizzare.

Io, felice.  Se vuoi seguirmi, mi trovi qui: http://www.rdio.com/people/Contz/

MusicAndrea Contino