Autoironia portami via

In questi ultimi anni mi è capitato di occuparmi di Social Media, prima per lavoro, poi per passione. Ecco, oggi ho avuto una delle poche vere best-practice di story telling. Fatta con semplicità ed autoironia. 

Ieri, in Malesia, c'è stato il Gran Premio di Formula 1. La scuderia Red Bull, dove uno dei due piloti è campione del mondo in carica, subisce un tumulto interno. Sebastian Vettel decide di non rispettare i dettami, di lasciar vincere il compagno Webber, e di fare di testa sua andandosi a prendere la vittoria.

Tratto da Gazzetta.it

Tratto da Gazzetta.it

Ora, a me della Formula 1 interessa come alla Svizzera invadere il Canada, ma tant'è la storia ha sollevato parecchio polverone in Red Bull e tra i media. E' evidente che per una scuderia di F1 i piloti sono come due prodotti da posizionare sul mercato, con la speranza siano sempre primi in classifica e abbiano una bella immagine da potersi spendere. E quando succede qualcosa di poco cristallino, dove la gente fatica a capire certe situazioni, i media sono i primi a prendere il sopravvento e ricamarci sopra fiumi di parole. 

I social media devono essere non lo strumento di comunicazione che ha cambiato soltanto il linguaggio, ma utilizzando gli stessi contenuti delle PR tradizionali. No devono essere il vostro portone principale in cui fate accomodare calorosamente i vostri utenti/fan/acquirenti e farli sentire parte dei vostri momenti, alti o bassi che siano.

E dopo quella che poteva essere una giornata ricca di polemiche e dove ci si sarebbe aspettato il più religioso silenzio, Red Bull che fa? Andate a vedere voi stessi.

Red Bull