Per chi voterò domani?

Qualche anno fa mi ero avvicinato per un periodo molto breve alla politica, locale s'intende, un po' per passione, un po' per capire se c'era modo di cambiare le cose. Nei paesi, e parlo quelli ad est di Milano, è parecchio difficile riuscirci.
La percentuale di anziani è piuttosto elevata, i giovani fanno le impennate con i motorini nei parchetti, e quelli con un minimo di intelligenza lavorano almeno 10 ore al giorno. Tempo per la "cosa pubblica" ridotto, risultato si vota per la persona e meno per il partito, ma alla fin fine son sempre quei 4-5 a farsi vivi e diventare sindaco. Residuati di DC e Socialisti.

Quest'anno riflettevo sull'occasione che si pone davanti alla mia generazione, quella precedente, e quella che ha da poco acquisito il diritto al voto. Al di là di una legge elettorale pietosa è sicuramente un buon momento per cercare di dare un futuro diverso a questo Paese mal ridotto.

Partiamo dagli errori. Parlando con amici, in tanti a questa tornata sono veramente indecisi su quale simbolo apporre la croce. Perché? Perché le facce, come per i nostri paesini di provincia, sono sempre le stesse. Se c'era l'occasione di cambiare, come sarebbe potuto avvenire con Renzi, non è stato fatto. Dall'altra parte nessuno è stato abbastanza carismatico da portarsi a casa il centro-destra del post ventennio. Al centro credono solo nella vecchia guardia. E il fatto che i maggiori esponenti delle 3 correnti sinistra, centro, destra superino abbondantemente i 60 anni è il marchio di fabbrica tutto italico. Senza contare la costante, onnipresente e ossessionante menzione a B.

Ora, non è questo il luogo per lanciare critiche, sottolineare atteggiamenti evitati o evitabili, ma solo un pronunciamento su quanto il sottoscritto sia giunto alla conclusione di provare a vedere se qualcuno è in grado di dare una svolta. Perché di inciuci, di poltrone cucite al sedere di tanti, troppi scansafatiche che negli anni si sono intascati i nostri soldi ci siamo anche un po' rotti i coglioni. C'è Grillo, lo rispetto molto, ha fatto tanto, tuttavia M5S è un pozzo di contraddizioni.

La parodia di Fare di Game of Polthrones

La parodia di Fare di Game of Polthrones

Rimane Fare, il partito di Giannino. Il partito per il quale avevo pensato di votare. Tranne il fatto che qualche giorno è stato beccato con le mani nella marmellata per aver dichiarato falsità su i suoi titoli di studio. Per quale motivo poi, non si capisce. O forse fin troppo bene perché per rimanere a galla in un Paese come questo gli onesti sono raccolti in uno spazio buio manco fossero i mostri di "Io sono leggenda". E' stato oltremodo divertente leggere accuse, fiumi di inchiostro e battute su tastiere di persone decise a scagliarsi con violenza contro la menzogna di falso passato e carriera, ma che ben hanno accettato senza remore le balle di tutti i politici del recente passato. Tuttavia, comprendo e sottoscrivo il fatto di non poter lasciar passare anche una piccola macchia personale su chi dovrebbe rappresentare questo Paese, perché se si vuole cambiare davvero è arrivato il momento di non accettare più compromessi, di non tapparsi più un occhio per vedere solo il meno peggio. Il progetto di Fermare il Declino era, e forse resta ancora convincente, visto le dimissioni del loro maggior esponente. Certo è che la caduta a 100 metri dall'arrivo è stato proprio un suicidio elettorale e senza un leader in grado di rendere questa piccola realtà quantomeno interessante anche le mie più solide certezze hanno iniziato a vacillare.

Ero anche andato ad ascoltarlo a Bergamo, Oscar, qualche settimana fa, ed ero rimasto sorpreso dal fatto che non avesse pronunciato mai promesse, ma un guardate cosa non è mai stato fatto negli anni per cambiare l'Italia, per evitare unitili sprechi commessi sotto il nostro naso e dove quelli che dovevano controllare erano i primi a mangiarci

Ora, mi ritrovo nella difficile posizione di non essere pienamente rappresentato da qualcuno, ma a differenza di Nicola, odio disperdere il mio voto. E quindi prima di lasciare la mia croce sui foglietti per le politiche e della regione cercherò di immaginarmi la strada meno peggiore da qui ai prossimi 5 anni. Utilizzerò, come Gigi, questo sabato per leggermi i programmi di tutti, quali rappresentanti candideranno, se nel programma vi è un dettaglio di come vorranno raggiungere i punti per loro fondamentali e cercherò di farmi un'idea quanto più vicina alla mia idea rappresentativa.

Spero facciate lo stesso anche voi e non vi facciate abbagliare da promesse irrealizzabili o dal più bieco populismo.