Siamo tutti Walter Mitty

Walter Mitty

Era da un po' che la notte di Natale non andavo al cinema. Saltati a piè pari i cinepanettoni, mi sono dato alla visione de "I sogni segreti di Walter Mitty". Remake di un film del 1947, diretto e interpretato in questa nuova edizione da Ben Stiller. 

Ricordo nel trailer di lancio passato oltre un mese fa in televisione lo slogan: Il nuovo Forrest Gump.

Già allora avrei dovuto comprendere quanto un spot televisivo avesse venduto fumo negli occhi. 

Il film si è dimostrato un colabrodo sia sotto il punto di vista della trama, sia nel climax di avvenimenti per condurre il personaggio principale alla risoluzione dell'enigma. 

Se all'inizio il dualismo sogno e realtà viene alternato dal tocco tragicomico demenziale di Ben Stiller, quest'ultimo viene meno nel progredire del film, lasciando un senso di incomprensione su come il protagonista stia crescendo interiormente. Se l'intento, come credo, è stato quello di trasmettere il messaggio "non smettere mai di sognare, Mitty potresti essere tu", è passato in maniera molto flebile.

Vuoto è l'aggettivo che lo definisce meglio. Vuote le aspettative di interpretazione, vuoto Ben Stiller come regista se non per i paesaggi scelti, vuota la sceneggiatura, vuoto il cameo di Sean Penn.

Salvo solo Ben Stiller attore, svecchiatosi dall'icona demenziale a tutti i costi, così come la colonna sonora riproposta qui sotto.

Diciamo che per eguagliare Forrest Gump di pasta se ne deve mangiare ancora tanta il caro Ben. Ripiegherò sul breve romanzo da cui è stato tratto il film per vedere se si riesce a salvare qualcosa da questa storia di un sognatore urbano.