Si fa presto a dire blog

La fine dell'anno sembra portare il web a riflettere sempre sull'argomento blog. Due anni fa ne si parlava da queste parti

Non più tardi di 2 giorni fa uno dei blogger più attivi, kottke.org, ha scritto della morte dei blog sul Nieman Journalism Lab. Mitch Joel segue a ruota.

Io credo che come accade per molti mezzi della storia dei media, i blog stiano sopravvivendo alle tante verticalità della Rete:

Instead of blogging, people are posting to Tumblr, tweeting, pinning things to their board, posting to Reddit, Snapchatting, updating Facebookstatuses, Instagramming, and publishing on Medium. In 1997, wired teens created online diaries, and in 2004 the blog was king. Today, teens are about as likely to start a blog (over Instagramming or Snapchatting) as they are to buy a music CD. Blogs are for 40-somethings with kids. Instead of launching blogs, companies are building mobile apps, Newsstand magazines on iOS, and things like The Verge. The Verge or Gawker or Talking Points Memo or BuzzFeed or The Huffington Post are no more blogs than The New York Times or Fox News, and they are increasingly not referring to themselves as such.

La bellezza di avere un luogo come questo è l'espressione di non volersi uniformare ad un luogo "altro" dove vigono regole decise a priori da altri e la moneta di scambio è solo la visibilità. Qui dentro, e parlo di chi ha deciso di curare un proprio blog, senza sentire il bisogno di delineare degli spazi siamo quello che realmente vogliamo dire di noi, non quella "mediazione necessaria" dovuta alla voglia di aderire nel vano tentativo di spiccare dalla massa.

Certo, quei luoghi "altri" sono lo stagno dove gettare l'amo e far capire che da questa parte c'è la profondità. E allo stesso modo sono la bacheca di contenuti in grado di trasformarsi nella finestra di me stesso.

Insomma, i social network muoiono, i quotidiani chiudono, i blog sono come la Radio. In costante cambiamento ed evoluzione, ma non si potrà mai oscurare la voglia di condividere un'idea, una riflessione, il nostro oblò sul mondo.