Enjoy, Car2Go e il traffico di Milano

Come scritto nel profilo di questo blog abito in provincia e percorro le strade di Milano con l'auto quasi esclusivamente per necessità lavorative. Impossibile non aver notato da qualche mese a questa parte le simpatiche Smart bianche di Car2Go, servizio di car sharing offerto da Daimler in collaborazione con Europcar e che permettere di accedere ad Area C e parcheggiare ovunque senza sovrapprezzo. 

Già. Impossibile. 

Oggi poi, leggendo un post su Facebook di Simone, scopro che anche il colosso Eni si è mosso in tale direzione. Inserendo nel flusso di traffico milanese oltre seicento Fiat 500 con il servizio Enjoy

Da non milanese provo a riflettere su qualche aspetto. Su un'Area C nata sulle ceneri dell'Ecopass con la nuova amministrazione per eliminare il traffico da Milano e che lascia entrare liberamente un potenziale di 1.000 city car (considerando i due servizi), così come gli irrisolti problemi di traffico e parcheggi. E in particolare:

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  • A chi sono destinati questi servizi di car sharing? 
  • Solo a persone che vivono a Milano perché provenienti da altre città e sprovviste di macchina?
  • Dovrebbero essere destinate anche a coloro i quali hanno già una macchina e dovrebbero venderla per utilizzare queste?
  • Dovrebbero fare concorrenza a un disastroso servizio di viabilità pubblica?

Pur parlando da automobilista ciò che vedo è una promessa disattesa verso i cittadini milanesi, perché, seppur un disincentivo, l'Area C resta una barriera facilissima da superare. Mentre quotidianamente chi ha veramente deciso di fare qualcosa per la città in cui vive, vede messa a repentaglio la propria vita e non posso far altro che quotare:

Ci contestano di sentirci migliori perché andiamo in bici, ci chiamano sciure radical chic del centro o fighetti hipster a seconda delle circostanze.
Il tutto mentre Milano è assediata dalle automobili, che sono parcheggiate ovunque, che invadono gli scivoli per le carrozzelle e le strisce pedonali. Il tutto mentre migliaia di persone guidano aggiornando gli status su Facebook (andando in bicicletta ci si fa un’idea molto precisa di quel che succede negli abitacoli), superano qualsiasi limite logico di velocità, non si fermano mai mai mai per far passare i pedoni.

Forse è normale così: siamo cresciuti pensando che la strada sia il territorio delle automobili e quindi ci adeguiamo, subiamo. Oppure pensiamo che se gli automobilisti non fossero così liberi di fare quello che vogliono la città si fermerebbe, l’economia crollerebbe, tutto il sistema commerciale andrebbe in tilt.

Mi capita di pensare che sarebbe giusto anche raccogliere la sfida di alcune critiche e cercare una nuova alleanza per la città, lavorare per non essere percepiti come antagonisti delle automobili, ma solo dei comportamenti criminali in automobile.

Forse aveva ragione Massimo nel suo post. Chi governa Milano non sa davvero cosa sta facendo, o non sa davvero cosa fare. Del resto basterebbe svecchiare i trasporti pubblici e creare nuove tratte in grado di soddisfare i bisogno di tutti. Tuttavia siamo nel Paese dei poteri forti e degli scontri politici. La modernità non è altro che un miraggio da queste parti.