La mia New York

Imagine

Non so bene quando per la prima volta con gli amici d'infanzia abbiamo pensato a New York come la meta perfetta per una vacanza. Sta di fatto che con il mio migliore amico abbiamo passato non so più quanti pomeriggi a dirci: prima o poi ci andremo.  

Probabilmente saranno più di 10 anni. 

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E in questi 30 lunghi anni, mai mi sarei sognato di andarci per i fatti miei o con qualcun altro. Sarebbe stato come tradirli. Tuttavia il lavoro chiama e prima di approdare finalmente il mese scorso come vacanziero, NY l'ho vista due volte, ma fortunatamente da lavoratore. Hotel, business, hotel. Tanto da alleviare quel senso di sconforto nel pensare di averla scoperta prima degli altri, noi ragazzi di provincia.

L'ultima settimana di Ottobre l'ho fatta un po' mia. La città di per sé non è complicata, è soltanto vasta e chiede tanta energie nelle gambe. Perché per sentirla davvero la metro, seppur comoda ma molto fatiscente, non lascia spazio all'immaginazione di quanto troverete all'esterno. E il solo modo che abbiamo trovato per non lasciarci scappare nulla è stato quello di usare le nostre gambe. 

10 km al giorno, anche più probabilmente, ma la fatica lasciava spazio all'occhio, all'olfatto, all'udito. 

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Un rumore inarrestabile, un brusio a bassa frequenza pronto a sobbalzare verso l'alto ad ogni accelerata di un SUV o a un clacson suonato da qualche tassista della penisola indiana. 

New York è possibilità. E' il simbolo più vicino a noi di quella speranza di cui tutti avremmo bisogno. Ce la si può fare, basta volerlo e basta vederlo, in ogni angolo della città. Lei è di tutti e non sarà mai di nessuno, è la torre di babele dei giorni nostri, il posto dove senti parlare italiano più di Firenze, e se non sei americano non importa a nessuno, tanto un modo per farti capire lo trovi.  

Ora, quando uno va in un posto così, scatta fotografie anche dei tombini, ma quando ho caricato la reflex prima di partire ho pensato piuttosto a voler raccontare una storia, seppur breve. 

Questo è quanto ho caricato su Flickr. Dentro ci sono gli odori e i suoni di qualcosa di instancabilmente esagerato, in continua ricerca di qualcosa di più grande, la vetta più alta che possa toccare il cielo o la galleria più profonda per passarci attraverso. 

 Ah si, dimenticavo... 

Una delle cose più buffe è stato vedere il conducente della metropolitana a circa metà dei vagoni e fermarsi in un preciso punto. Non sapendo come mai, ho trovato questo divertente video che li prende anche un po' in giro.

Fateci caso se ci andate. 

Qualsiasi persona conosciate che ci è stato almeno una volta si affretterà a consigliarvi un posto dove mangiare, specialissimo e sconosciuto. Fidatevi dell'istinto e delle vostre papille gustative. Io posso solo suggerire un posto conosciuto, con tanta gente, ma poca attesa e personale cordiale. In breve, il miglior hamburger mai mangiato in vita mia: Bill's Bar & Burger.

Non è necessario condividere lo spirito statunitense per volerla visitare, vi basta solo esser pronti per incontrare il resto del mondo, l'esagerazione mai volgare, il diverso e voi stessi.

Buon viaggio. 

LifeAndrea Contino