Buon lavoro un cacchio

Chissà come mai ogni volta che vengo a Copenhagen trovo ispirazione per un nuovo post.

Lunedì ero fermo in fila al gate per il controllo del biglietto.

5.30 del mattino.

L'uomo davanti a me passa si fronte all'impiegata dell'aeroporto e le dice: Buon lavoro.

Ci ho riflettuto un po', come faccio sempre, quando la sento pronunciare. Buon lavoro? Ma perché? Qual è il senso di questa affermazione?

Lo so è un puro augurio diventato una frase comune da pronunciare. Ma a che pro?

Insopportabile modo di iniziare la giornata, soprattutto se il tuo lavoro non dice nulla di te stesso e lo fai solo per vivere. O sopravvivere, di questi tempi.

Un augurio privo di significato e chi mi dà anche un po' sui nervi.