#WhyIBlog: Intervista a Claudio Gagliardini

Tenere un blog non ha regole, non ci si deve giustificare per la poca pubblicazione, non ci si deve giustificare per le argomentazioni scelte. Giusto per educazione ci tenevo a dire che Why  I Blog si era arenato per il poco tempo del sottoscritto, ma riprenderà, per quanto possibile, massicciamente nel 2013!

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L'anno nuovo ricomincia con un esperto di SEO e SEM, di Social Media Marketing e di strategie di comunicazione digitale, Claudio Gagliardini, al quale ho posto le domande standard e qualcuna nuova.

AC: Quale significato può avere aprire un blog nel 2013? E perché è importante o meno farlo?

CG: Il web sta cambiando in fretta e si sta sempre più spostando verso contenuti e modalità differenti, rispetto a quella scritta. Questo non significa che i blog siano morti, ma certamente oggi fanno parte di un processo e di una strategia di comunicazione più complessa, di più ampio respiro.

AC: Ha ancora senso aprire un blog?

CG: Certo, ma non possiamo aspettarci i risultati che avrebbe ottenuto qualche anno fa, quando la novità e la freschezza del mezzo facevano da traino. Oggi in Italia ci sono forse più giovani blogger che giovani occupati e quasi mai da questa attività vengono tratti profitti o nascono opportunità. Tempo perso, dunque. Ovviamente no, ma si tratta di un investimento a lungo termine, senza certezza di ritorno in termini economici e, soprattutto, preliminare rispetto ad altre tipologie di impegno, che possono derivare e completare l'attività di un blogger, dalla fotografia alla ripresa video, etc. Aprire oggi un blog significa dunque mettersi in movimento e cercare di capire dove si può arrivare, se quello che si vuole ottenere non è la semplice soddisfazione di un bisogno o di una passione personale

AC: Ti ha aiutato nel tuo lavoro?
CG: Si, certo. Il sito internet vetrina oramai non ha più senso. Mi ha permesso di farmi conoscere, di "entrare nel giro", di ottenere opportunità che senza un blog non sarebbero arrivate ed è una buona "merce di scambio" in parecchie occasioni, per uno come me che ha guadagnato nel tempo una buona visibilità e il credito di numerosi utenti della rete / lettori.

AC: Fiducia, autorevolezza cosa significa spostare le opinioni sui Social Media ed esiste davvero qualcuno con il potere di farlo? Magari proprio attraverso un blog?

CG: La questione degli influencer è spinosa e controversa, molto difficile da liquidare in poche battute. Spostare opinioni può voler dire molte cose, la maggior parte delle quali assai poco monitorabile, purtroppo (o per fortuna). Credo che un blogger debba prima di tutto essere se stesso, vero e sempre sul pezzo, ma non per rincorrere l'utopia che la propria parola possa farsi in qualche modo "verbo", ma perseguendo obiettività, lealtà, indipendenza, distacco critico e buon senso. Solo così la gente si affeziona ad un blogger o ad un "socialcoso" e questi può divenire influente (per le materie che conosce bene e di cui tratta con costanza e assiduità) e autorevole.

AC: Influire sul sentiment di un brand. Quale secondo te la migliore strategia di coinvolgimento della blogosfera da parte delle aziende? Ha ancora senso farlo? Quale dovrebbe essere lo scopo ultimo?

CG: Cambiare il modo in cui i clienti percepiscono un'azienda non è e non deve diventare un'alchimia o una magia. Non esiste una formula o una pozione magica che possa tramutare un prodotto o un brand mediocre in un cavallo di razza. Come si fa, dunque? La base è sempre e comunque l'azienda, che deve migliorarsi costantemente e presidiare il proprio segmento di mercato (dopo averlo accuratamente scelto ed essersi attrezzata per competervi) con prodotti e servizi all'altezza delle aspettative del cliente. Quello che può fare la rete, al massimo, è limare gli spigoli della comunicazione, lavorare sulle opinioni mal espresse o esagerate, posizionare il prodotto servizio nella fascia giusta e sui canali più appropriati, ma mai barare, perché sarebbe un autogoal impossibile da rimontare.

AC: Il blog che non hai ancora aperto, ma che avresti sempre voluto aprire?
CG: I miei blog presidiano quasi tutti i settori di mia competenza, ma mi piacerebbe in futuro uscire un po' dal mio seminato e parlare di più (e meglio) di turismo, ambito in cui ho buone competenze ma che richiede troppo tempo da dedicare per me, in questo momento. Credo che turismo, enogastronomia, artigianato, arte e design siano le più grandi risorse di questo paese; fortunatamente stanno iniziando a comunicare bene, ma credo davvero che ci sia ancora molto da fare, in questa direzione.

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