Vicino al sole ci si scotta, ma alla giusta distanza si sorride

L'ultima settimana dell'anno, che difficilmente termina con un venerdì, solitamente lascia spazio per due tipologie di contenuti a cui ho imparato ad assistere da quando ho iniziato ad interessarmi ad Internet seriamente. Quindi diciamo una data tra i 9 e i 10 anni fa. 

La prima parte passa attraverso il 31 dicembre e tutti scrivono di tirare le somme, di come hanno passato l'anno. I più con giudizi scontenti, lamentandosi dei 12 mesi trascorsi. Cercano soprattutto speranza, conducendoli alla seconda parte attiva dalla mezzanotte dell'anno nuovo.

I buoni propositi, quelli che solo una bassa percentuale è in grado di portare a termine. Come twittavo qualche giorno fa riprendendo una frase di un post di Seth Godin:

New Year's resolutions rarely work, because good intentions don't often survive a collision with reality. 

Tuttavia sono le storie ad appassionarci, quelle delle vite degli altri il più delle volte, e facciamo un grande sforzo per lasciare la firma in questo mondo. Per questo motivo nel corso del tempo ho imparato ad essere spettatore di questo ciclo, lettore avido di storie più o meno fortunate e belle, come quella di Fabio, che pur avendolo incontrato poche volte mi è sempre parso sicuro di ciò che stesse facendo, oppure di versioni un po' più cupe come il post di Roberto sulle Startup. La sua versione apocalittica della questione, pur non trovandomi completamente d'accordo, è dura, ma da tenere in considerazione come un avvertimento.

Felicità, auto-affermazione, fama, chiamatela come volete, in pochi riescono a trovarla. Che si tratti di lavoro, amore, salute, come dice Seth, la vita ti si frappone davanti.

Tuttavia trovo che un tentativo vada fatto.

Oggi non so per quale motivo qualche post mi ha riportato su questo argomento. Quello di Bruce Sterling sulle vere passioni non ottemperate da Massimo D'Azeglio, fino a questo video di un progetto legato al lancio di un libro, sempre di Seth Godin, The Icarus Deception

Il progetto si chiama "Fly Closer To The Sun", vola vicino al Sole, proprio come Icaro. Un banale video, un'operazione di marketing realizzata con la società che ospita questo blog da quando l'ho aperto, SquareSpace, una startup di cui ho parlato spesso nel passato, dove gli utenti possono sfruttare la notorietà dell'autore e il suo blog per farsi conoscere.

Un racconto forse troppo simbolico, forse troppo legato al sogno americano del "self made man", ma comunque speranzoso, da replicare come modello forse anche qui in Italia. 

Internet e l'abbassamento del costo di accesso alla tecnologia ci sta dando gli strumenti per realizzare ciò a cui teniamo veramente e ci sentiamo veramente bravi. Non credo sia necessaria una start-up per farlo, ma solo due cose.

Passione e curiosità.

In quello che amo fare ce ne ho sempre messa tanta, e non farei quello che faccio se non ne avessi avuta abbastanza. E senza la curiosità, poi, non avrei appreso altrimenti quanto so ora.

Lo so, è un post contorto, ma arrivo al punto. Oggi più come mai, ovviamente solo per alcune tipologie di lavoro (evitate di credere a chi vi dice che Internet e un computer siano la bacchetta magica), abbiamo l'opportunità di lasciare un segno, di esprimere ciò che siamo, rischiando certo, ma consapevoli di aver tentato.

Sarà difficile trovare mai su queste pagine, se mai andranno avanti in futuro, un elenco di ciò che è stato e la speranza di quanto sarà. Piuttosto troverete soltanto me stesso e quanto sarò in grado di dare.

Vicino al sole ci si scotta, ma alla giusta distanza si sorride.