3(D) domande a Gianni Canova

L'altro giorno postavo sulla morte del 3D anche dalle TV dopo quanto presentato al CES. Ho deciso di inviare qualche domanda a Gianni Canova, (mio) Professore ordinario di Storia e critica del cinema presso l’Università IULM di Milano e attualmente lo avete visto in veste di critico cinematografico per Sky Cinema, dove conduce il programma quotidiano “Il Cinemaniaco".

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AC: Trova che il 3D aggiunga valore all’esperienza cinematografica?

GC: Ci sono casi in cui il 3D diventa una vera e propria estetica. penso ad esempio a Hugo Cabret di Scorsese, o a Pina di Wenders. Lì il 3D non è un optional: è un altro modo di vedere e di costruire un mondo. confesso che in molti altri casi invece mi sembra che il 3D sia solo un optional, un gadget non indispensabile.

AC: Crede che le innovazioni tecnologiche nel cinema, come il 3D, abbiano tagliato le gambe allo story-telling? (vedi i tanti seguiti o remake)

GC: Lo storytelling le gambe se le è tagliate da solo, con la sua incapacità di inventare nuove storie capaci di appassionare. Il 3D non è la causa della crisi del racconto, è la conseguenza: non sapendo più cosa raccontare, Hollywood le prova tutte. remake sequel e - perché no - anche 3D.

AC: Al CES di Las Vegas, fiera della tecnologia, il 3D sembra praticamente sparito dai TV di casa. Pensa abbia ancora futuro sia al cinema che nell’intrattenimento domestico?

GC: Penso che il 3D non sia finito, ma stia attraversando una fase di necessario assestamento. in futuro non sarà più il peperoncino sparso a piene mani su qualunque piatto per insaporirlo, ma sarà un ingrediente che entrerà nelle ricette dei film se e solo se necessario....