Partecipazione e Democrazia ai tempi di Obama

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E' oramai notizia il fatto che Obama sappia usare bene un computer e abbia deciso di sfruttare questa sua abilità per provare a rispondere su Reddit a oltre 22.000 commenti di cittadini che hanno avuto l'opportunità di interagire con lui. 

I numeri di questa iniziativa di propaganda pre elezioni americani li traccia il Washington Post.

Alla massa forse è sufficiente questo scatto apparso su Twitter per identificare l'attività di Obama come il sinonimo di apertura totale verso la Rete, verso quei cittadini che sperano sia lui a risolvere i loro problemi.

Spendere più di 10 secondi e andare oltre all'apparenza serve sempre, come scrive Fabio Chiusi:

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A generica domanda – è tra i punti in programma? – Obama oppone generica risposta – «sta a cuore a voi tutti, e anche a me», «combatteremo per assicurarci che Internet rimanga un forum aperto a tutti». Valore informativo: zero. Ben più interessante sarebbe stato ottenere risposta alla domanda seguente, sul perché il presidente, allora, abbia firmato ACTA. Ma non è stato possibile – forse perché la domanda è giunta tre ore dopo. Qui, in ogni caso, il punto è un altro: e cioè che affinché le risposte online di un presidente siano un passo avanti per la democrazia c’è bisogno che quelle risposte aggiungano contenuto informativo per i cittadini, e non si limitino a fornire un pretesto per ripetere la solita propaganda elettorale, solo in una veste più appetibile. Siamo proprio sicuri che servano le domande di 200 mila visitatori in contemporanea perché si possa produrre questo surplus di informazione? Se ne può dubitare, dato che difficilmente in un confronto faccia a faccia, anche con uno solo di loro – ma preparato – il presidente avrebbe potuto scampare la domanda: perché dal vivo, contrariamente a un evento come quello su Reddit, si può incalzare – e farlo reclamando per sé tutta l’attenzione dell’interlocutore. Come del resto dimostrato dalla gaffe su Bradley Manning, che avrebbe «violato la legge» prima ancora di essere processato: per ottenerla, un contenuto altamente informativo, sono bastati la buona volontà di pochi attivisti e uno smartphone. Bene, dunque, che le più alte istituzioni si confrontino con gli elettori anche in modi innovativi e che consentono una maggiore partecipazione, almeno quantitativa. Ma facciamo attenzione a non cadere nell’automatismo di pensare che il futuro della democrazia passi per il successo di«esperimenti» come questo. Ciò che conta è trovare modi per estrapolare informazioni di qualità ai ‘potenti’ (anche) tramite la Rete, non dare loro occasione di fare propaganda 2.0. Né, tantomeno, scambiarla per una vittoria della democrazia.