Why I Blog: Intervista a Pier Luca Santoro

Proseguo la serie dedicata al giornalismo online e ai blogger (anche se a lui non piace essere chiamato così :) ) che ne parlano quotidianamente.

Non poteva mancare all'appello Pier Luca Santoro, aka il Giornalaio, dove ogni mattina puntuale come un orologio svizzero ci aggiorna su Media, Social Media e il futuro  di quest'ultimi.

Ricordo, per partecipare mandate un'email qui: andrea [chiocciola] contino.com

AC: Domanda di rito per iniziare, quale significato può avere aprire un blog nel 2012? E perché è importante o meno farlo?

Transient

PLS: Ovviamente vale la pena di distinguere tra corporate e personal blog. Aprire un blog nel 2012 ha lo stesso senso che ha sempre avuto; è un modo per curare dei contenuti e/o produrne. Sui principali social network - FB & TW - si segnalano molto spesso, quasi sempre contenuti che sono altrove. Dove? Anche nei blog. Se l'article marketing ed i contenuti sono - e lo sono - modalità efficaci di comunicazione digitale, i blog giocano un ruolo importante sia in una logica di comunicazione d'impresa - come hub di partenza - che in quella personale - in una logica di personal branding 

AC: Perché hai deciso di aprirne uno?

PLS: "Il Giornalaio" è il terzo blog che apro, prima c'erano stati: "Mañana sol y buen Tiempo" e "Marketingblog" - con time machine puoi trovarli. A me non piace definirlo blog ma preferisco la definizione di TAZ [zona temporanea mente autonoma - http://en.wikipedia.org/wiki/Temporary_Autonomous_Zone ], trovo altrettanto il termine blogger non adeguato, parola "scatolone" tanto omnicomprensiva quanto inadeguata, vacua. Ciò detto, le motivazioni sono di diversa natura: in primis è un hobby, un divertimento, un piacere, in seconda istanza è un modo per "costringermi" a tenermi in allenamento, a ricercare temi di mio interesse professionale ed a scriverne. E' anche, elemento di visibilità - che funziona - e modo di raccogliere i pensieri; un archivio che spesso consulto quando dall'hobby passo al lavoro.

AC: Influencer, autorevolezza, reputazione. Online da qualche giorno non si parla d'altro, quale opinione ti sei fatto? Perché secondo te siamo bloccati ancora in questa concezione del "ce l'ho più lungo" mentre online conta effettivamente tutt'altro?

PLS: Ne ho parlato, anche io, recentemente. Probabilmente una parte della questione sta nella confusione, non esclusiva a quest’area di dibattito, che si fa tra audience ed influenza privilegiando molto spesso la quantità alla qualità delle relazioni finendo inevitabilmente per privilegiare la prima a scapito della seconda. La corsa ai followers e/o ai fans, e le relative distorsioni che ne derivano, ne sono la più elementare evidenza. 

AC: Certa stampa online, di conseguenza, forse per arrivare prima sulla notizia o forse per superficialità nell'approfondire gli argomenti trattati pubblica informazioni errate, va per "il sentito dire" e pubblica sostanzialmente contenuti di basso valore. Colpa dei giornalisti poco formati sul tema, oppure caccia al traffico a tutti i costi?

PLS: Il digitale - tranne rarissime eccezioni - non ha ancora trovato un modello sostenibile. La corsa la traffico ed ai relativi CPM come sistema di monetizzazione sono stati, ad oggi, la strada prevalente. Strada che porta all' "effeto auditel" alla ricerca di volumi di traffico ad ogni costo. Una realtà dimostrata, anche dalla analisi di Gianluca Neri.

AC: Il tutto porta alla competenza dei blogger rispetto ai giornalisti rispetto a certe tematiche. A che punto stiamo dopo anni di diatribe su questa dicotomia di produttori di contenuto? 

PLS: Il rapporto tra giornalisti e blogger è segnato già dalla terminologia che ne identifica differenze di status. Si tratta una relazione che in più di un’occasione ho definito di contro dipendenza, termine che suggerisce come vi sia dipendenza gli uni dagli altri ma al tempo stesso conflittualità. Se certamente esistono delle distinzioni, all’interno del “nuovo” ecosistema informativo i confini si assottigliano, si fanno sempre più labili, rendendo davvero difficile tracciare una linea netta di demarcazione tra cosa sia un post e cosa un articolo, tra cosa sia un blog e cosa un web magazine, un quotidiano on line. Il futuro dell’informazione si gioca, anche, sull’abbattimento delle barriere ormai insensate dei giornalisti contro i blogger.