Why I Blog: Intervista a Giovanni Solone

Durante il weekend Piero Tagliapietra mi ha chiesto un parere sull'argomento influencer, dove il confronto è particolarmente vivo in queste ultime settimane. Ha scritto un post molto interessante, al quale ho cercato di dare un mio punto di vista nei commenti. 

A questo proposito, come anticipavo nell'intervista a Stefigno, mi sono concentrato su domande differenti per le nuove interviste di Why I Blog. E proprio con l'ospite di oggi, Giovanni Francesco Solone (aka Gioxx) abbiamo discusso di aspetti.

Ti ricordo che se vuoi partecipare ti basta mandarmi un'email qui: andrea [chiocciola] contino.com

AC: Quale significato può avere aprire un blog nel 2012? E perché è importante o meno farlo? 

GS: Lo stesso di tanti anni fa: la necessità di comunicare con il "grande pubblico", chi popola quotidianamente la rete. L'importanza non è mai determinante, nessuno (a meno che non si tratti di una testata giornalistica o simile) parte con il presupposto di "fare il botto" e guadagnarsi facilmente popolarità ... ci sono tanti blog di qualità letti da pochissime persone interessate, eppure chi c'è dietro è ben felice di tutto questo e lo fa per pura passione! - Perché hai deciso di aprirne uno? Non l'ho deciso, l'ho fatto e basta! E' tutto nato come un test, un muro dove sfogare me stesso e le mie passioni. Ho sempre adorato scrivere e avere la possibilità di farlo pubblicamente ritagliandomi un mio piccolo spazio mi ha sempre allettato. Il mio primo blog è nato nella seconda metà degli anni novanta, poi trasformato e rinnovato spesso ed infine chiuso, per lasciare spazio nel 2006 a Gioxx's Wall, che tutt'oggi porto avanti quando posso :-)

AC: Tratti argomenti molto tecnici, il blog si ha permesso di estendere il tuo network di conoscenze utili alle tue passioni/carriera?

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AC: Tratti argomenti molto tecnici, il blog si ha permesso di estendere il tuo network di conoscenze utili alle tue passioni/carriera?

GS: Assolutamente si. Quello che è partito come piccolo progetto personale è diventato poi fonte di nuove conoscenze, tanti nuovi contatti, anche solo per delle chiacchierate o degli approfondimenti che a distanza di anni possono sempre tornare utili. Utile anche alla carriera? Sicuramente lo scambio di opinioni e battute con chi commenta, di certo non mi ha portato del lavoro remunerato a casa :-)

AC: Parliamo di business. Influire sul sentiment di un brand. Quale secondo te la migliore strategia di coinvolgimento della blogosfera da parte delle aziende? Ha ancora senso farlo? Quale dovrebbe essere lo scopo ultimo?

GS: Il volersi avvicinare a chi il prodotto finale lo deve utilizzare quotidianamente è una delle cose più belle di questo web. La blogosfera viene vista come linea di confine tra il grande brand e la clientela. Siamo stati scelti un po' tutti come "ambasciatori", coloro che senza troppi peli sulla lingua possono tranquillamente provare e valutare ciò che il mercato ha da offrire. Non so se fosse davvero questo lo scopo del "blogger" (IMHO no) ma è comunque positivo e mi piace farlo, soprattutto mi piace essere il più trasparente possibile spesso a discapito delle aziende che si mettono in gioco, voglio che l'utente finale sappia bene cosa potrebbe ritrovarsi ad acquistare, senza fidarsi troppo delle pubblicità che ci invadono quotidianamente su tutti i media possibili senza possibilità alcuna di replica.

AC: A questo proposito pensi che i blogger che decidono di partecipare ad eventi, prove prodotti si possono ritenere comunque affidabili nelle loro opinioni o vivono una certa sudditanza?

GS: Affidabili nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni sempre presenti e facilmente individuabili. Bisogna chiarire immediatamente la propria posizione con le aziende che intendono far parte di questo mondo: un prodotto lasciato in mano al blogger non deve mai e poi mai generare un articolo positivo, a meno che il prodotto non lo meriti! I pro e i contro fanno parte del gioco e bisogna essere più onesti possibili con chi ti legge. Se parli bene di qualcosa che non lo è arriverà in tempi brevi qualcuno pronto a mettere in dubbio la tua parola e smontare l'intero articolo. Chi ci rimette non è tanto l'azienda quanto l'autore, e non ho nessuna voglia di rimetterci in credibilità. Per costruirla serve impegno, serietà e tempo, per perderla bastano pochi secondi e un clic sbagliato.