Why I Blog: Intervista a Vincenzo Cosenza

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Dopo l'intervista a Marco, proseguo con la raccolta di idee e pensieri sul tema "Why I Blog". 

Oggi è il turno di Vincenzo Cosenza, aka vincos.

Chi volesse partecipare, o volesse argomentare su altri punti di vista riguardanti i blog: andrea [chiocciola] contino.com

AC: Quale significato può avere aprire un blog nel 2012? E perché è importante o meno farlo?

VC: Per lo stesso motivo di sempre: riflettere in pubblico. Offrire pensieri e approfondimenti, arricchendo l'ecosistema informativo e imparare dal dibattito conseguente.

 

AC: Nei primi anni di attività della blogosfera italiana, spesso i blogger venivano riconosciuti anche come influencer. Oggi con Twitter, Google+, Instagram e Facebook possiamo ancora far combaciare definizione, oppure è una valutazione da fare caso per caso?

VC: L'influenza non è legata ad un mezzo di comunicazione altrimenti avremmo anche gli influencer del telefono. È legata alla capacità di offrire del valore alle persone (approfondimenti, spunti di riflessione, cura di tematiche, ecc...)

 

AC: Si dice che per un blogger i Social Network siano un modo ulteriore per estendere la propria capacità di comunicazione. Altri invece considerano oramai vetusto il primo, focalizzandosi soltanto sui secondi. A chi dare ragione?

VC: Ognuno sceglie il mezzo a lui più confacente. Ripeto è una questione di contenuti. Si può essere blogger su Facebook o su Google+ che permettono di creare status update lunghi oppure scrivere sul blog e amplificare sui social network.

 

AC: Una recente sentenza della Cassazione libera i blog dalla censura da parte jjdjj Stato. Pensi sia necessaria una qualsivoglia forma di regolamentazione per i casi estremi, o immagini si possa arrivare ad una selezione naturale?

VC: Non serve una legislazione ad hoc per i blogger, basta applicare le leggi vigenti. Se penso che un blogger mi diffami posso tranquillamente denunciarlo per diffamazione, se.