X-Reality?

Lettura

A pagina 6 de La Lettura di oggi c'è un articolo sull'evoluzione necessaria dei Social Media, a firma di Beth Coleman ricercatrice media all'Università di Harvard.

Se non avessi letto la data riportata sull'inserto del quotidiano avrei avrei sicuramente detto di trovarmi di fronte a un pezzo scritto nel 2008 se non ancora prima.

Coleman parla di X-Reality ovvero la necessaria maturazione dei Social Media per riportare le persone ad incontrarsi fisicamente e non restare soltanto dietro lo schermo piatto di un monitor, aggiungendo anche che la funzione di questi strumenti di comunicazione sia quella di non permettere la conoscenza con persone al di fuori delle nostre amicizie, concludendo: quello che manca in Rete è la possibilità casuale di parlare con un estraneo.

Coleman utilizza il solo esempio di Occupy Wall Stret come momento di azione collettiva scaturita da un incontro in Rete, auspicando un processo di permeazione nella quotidianità ancora latitante ad oggi.

Credevo che questa barriera fosse superata da un pezzo, evidentemente no.

Quanti eventi, spunti, imprese, azioni sociali per la collettività, associazioni etc. sono nate attraverso l'incontro casuale con estranei proprio nei Social Media e online in generale?

Per quanto ancora dovremo dibattere sui non-luoghi che si trasformano in spazi collettivi e reali?

Questa maturazione auspicata credo sia già avvenuta da un pezzo. I Social Media non sono altro che lo specchio della nostra umana natura, ci sono spazi per il divertimento, lo svago e il voyeurismo (Facebook, Xbox Live, Flickr etc.) e ce ne sono altri per l'informazione, il lavoro, lo sviluppo culturale (Twitter, Linkedin, Flipboard). 

Esperienze, soprattutto, che a seconda delle necessità hanno delle estensioni online o offline, oppure le comprendono entrambe. Tutt'al più saranno le persone a trovare delle evoluzioni d'utilizzo dei tool Social, le tecnologie dei vari Facebook, Google+ e Twitter forniscono già un arsenale più che sufficiente a migliorare la partecipazione delle persone.

E' solo compito di quest'ultime decidersi ad utilizzarle, non tanto come.