Social Media ROI: Vincos e l'ascolto

Ho avuto il piacere di avere Vincenzo come collega nel mio primo anno di Microsoft, quando ancora Facebook si stava affermando solo negli Stati Uniti e Twitter doveva ancora aprire ufficialmente.

Sin da quei tempi, 6 anni or sono, Vincenzo è sempre stato un osservatore dell'immensa trasformazione che stava avvenendo in Rete, con l'approdo dei primi corporate blog poi sfociati in un più ampio discorso social mediatico da parte di molti brand.

In tutti questi anni il suo prezioso lavoro (World Map of Social Networks, Osservatorio Facebook etc.) non si è soltanto limitato alla mera descrizione dei cambiamenti dei Social Media, ma ne è diventato un avido analista cercando di comprendere quali azioni-reazioni stessero realmente accadendo tra consumatori e aziende.

Credo sia proprio frutto di questo lavoro la stesura di Social Media ROI di cui ho appena terminato la lettura. E da cui probabilmente ne deriva anche la difficoltà di scriverlo, perché quanto da lui scritto sarà totalmente cambiato in termini di infrastruttura tra non meno di un anno. Ciò che invece non cambierà sarà l'epocale svolta di aver preso i vecchi paradigmi di comunicazione e investimenti marketing e averli messi da parte, per riconcepire un approccio diverso verso i propri consumatori. Perché Social Media Marketing è molto diverso da fare Marketing sui Social Media.

Il libro è destinato a chi vuole approcciare questo mondo dal punto di vista critico, comprendendo quanto valore dare e aspettarsi da certe azioni che le aziende compiono sui Social Media. Parla a chi vuole capire come analizzare un panorama mutevole e difficile da inquadrare in parametri classici, ma fatto da persone, la cosa più difficile da catalogare per antonomasia.

Social Media ROI parla proprio di questo. Della natura effimera di questi strumenti, dell'immutabile voglia delle persone di avere un rapporto con i brand che amano, di vivere esperienze "wow" ad esse legate, ma soprattutto di sentirsi ascoltati, sempre.