I giochi non sono (solo) esperienze

Segnalo il post di oggi su "What games are" contenente un messaggio diretto ai game designer. I giochi hanno bisogno di momenti che stanno "nel mezzo" alla narrazione esperienziale, necessità di essere noiosi, interattivi, impegnativi, difficili quanto banali.

Puntare a qualcosa di esclusivamente straordinario sarebbe come rivolgersi a un videogiocatore che semplicemente non esiste.

You’re not a dramatist, you’re a thaumatist, and that means looking at the world as a living place where ordinary play is more important than extraordinary wows. Remember that we have to play it at some point, imperfectly, and yet still find joy in what you made.

So avoid designing for the ideal player or her experience. She’s not real. We are.

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