Lo strano caso di CocaColla

Passavo per caso su Friendfeed...

Potrebbe essere l'inizio del romanzo digitale.

E invece, è proprio il caso di dire che "mi ritrovai per una selva oscura", nel senso metaforico del termine ovviamente. 

Leggevo di CocaColla, sito di street-art e cultura pop, invitato a chiudere i battenti, o quanto meno invitato gentilmente a cambiare nome, dalla ben più famosa Coca-Cola Company.

Motivazione? Non solo la violazione del marchio, ma anche la possibile confusione che può generare negli utenti il leggere quel nome con una L di troppo. Di seguito parte della lettera che CocaColla.it ha messo a disposizione:

...che la registrazione e l’utilizzo da parte sua del nome a dominio www.cocacolla.it determina l’insorgere di un grave rischio di confusione per i consumatori che pos- sono essere indotti a ritenere che il segno COCACOLLA ed il nome a dominio www.cocacolla.it siano volti a contraddistinguere prodotti/servizi distribuiti, organizzati o sponsorizzati dalla nostra cliente o che comunque l’uso del segno COCACOLLA da parte sua sia stato autorizzato dalla nostra assistita in base ad accordi o altri legami contrattuali o societari, il che non corrisponde al vero. L’uso del segno COCACOLLA e del nome a dominio www.cocacolla.it da parte sua costituisce inoltre contraffazione dei celebri marchi costituiti dalla dicitura Coca-Cola della nostra assistita 

Da Pepsista convinto non mi sento di giudicare, so per certo che i grandi brand fanno di tutto per proteggere il proprio marchio, con decisioni spesso pesanti anche se alcune volte eseguite troppo d'impulso. 

E' un dato oggettivo il fatto che il nome ricordi proprio quello della bevanda, dal'altra parte è lampante che il sito in questione non centra una beneamata con l'acqua zuccherata anche se la scelta del nome è qualsivoglia infelice.

Dal comunicato traspare che i ragazzi di CocaColla non si siano resi più di tanto combattivi in sede legale, suppongo per l'incertezza di vincere contro chi ha dalla sua fior fiori di difensori. Dispiace d'altro canto constatare un'azione così di forza, si sarebbe potuto agire diversamente, ad esempio richiedere l'applicazione di un disclaimer che indicasse che il sito non aveva niente a che spartire con Coca-Cola Company etc.

Non so quanto si avvicini al caso Monclair, ma un piccolo consiglio mi permetto di darvelo, ed è di far funzionare un po' le meningi e tirar fuori l'originalità quando decidete di denominare qualsiasi tipo di produzione di attività online, anche se la vostra trovata si basa su l'inflazionata licenza poetica. E non perché sto dalla parte delle multinazionali, ma semplicemente perché i rischi di incappare in cose del genere sono dietro l'angolo, e non sempre si ha la fortuna di incontrare delle persone disposte a dialogare. Purtroppo.