Non sono i blog a morire, ma il tempo e la qualità

Non potevo chiudere l'anno senza un post proprio al termine di questi 12 mesi passati con incredibile velocità.

Il 2012, ma così come l'anno precedente, ha segnato un costante declino nella fruizione della blogosfera da parte degli utenti. Come ho sovente ricordato non si tratta però del declino di quel tipo di mezzo, ma della nostra quantità di tempo costantemente in riserva.

Applicazioni, social network, e nuove forme di comunicazione visiva come Pinterest "rubano" tempo alla creazione e lettura a ciò che ci teneva incollati allo schermo anni fa. Leonardo ne traccia consapevolmente il passaggio, avvenuto anche per il suo blog. Mentre io ad esempio non sono riuscito a portare avanti "Why I Blog" come avevo programmato.  

Come scrive anche Jeff Bullas il blog è, e sempre più diventerà, uno strumento di nicchia, di personal branding e di passioni. Il feedback immediato di Facebook o Twitter sul contenuto pubblicato riflette la volontà dei più di raggiungere facilmente il più ampio pubblico possibile a discapito dell'approfondimento e talvolta della qualità. Se questo è vero per la massa, per le aziende è successo anche di peggio quest'anno credendo che una piazza pubblica fosse da trattare alla stregua di un sito personale e da qui un po' di casi interessanti da ripercorrere:

Tempo e qualità vanno a braccetto quando si parla di fruizione e creazione di contenuti.

A gennaio scrivevo del perché continuare a bloggare, undici mesi dopo nulla è cambiato.

Blogging is not dead. Blogging is just a lot of hard work and you have to know what the vision and strategy is at the outset. The reason that most of these Inc. 500 brands have killed their Blog is more likely connected to a lack of vision and conversion model than the popularity of a Social Media platform.

A proposito di tempo e qualità, prendetevi quello necessario per approfondire altri due ambiti. Quello videoludico con Journey, il miglior gioco del 2012, di cui ho parlato in aprile, e qualche consiglio musicale di quest'anno.

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Il primo è sicuramente The Way We Move di Langhorne Slim. Il secondo è Come of Age dei The Vaccines . Un passaggio decido e doveroso dal country all'alternative rock.

Se amate invece il genere progressive house, Album Title Goes Here, del quasi coetaneo deadmau5, è sicuramente l'album dell'anno.