Halo 4 (X360)

Sono passati 5 anni dall’uscita di Halo 3, nella trama del gioco soltanto 4. Tuttavia, il periodo che separa temporalmente il precedente capitolo da Halo 4 ha in seno una trasformazione radicale della serie.  Bungie, la storica creatrice del franchise Halo, ha passato il testimone ad una nuova casa di sviluppo, 343 Industries, nata all’interno di Microsoft Studios con il solo scopo di portare avanti il mastodontico universo Halo e iniziare una nuova trilogia, il cui capostipite è proprio Halo 4.

Tutto comincia laddove l’abbiamo lasciato nel finale di Halo 3, nel sonno criogenico di Master Chief mentre vaga nello spazio insieme a Cortana, la fedele intelligenza artificiale che lo ha sempre accompagnato in questi quattro capitoli. I due approdano su un nuovo pianeta cavo, Requiem, abitato da una nuova specie aliena, capostipite di tutte le altre, i Promethean, cercando di tornare in tutti i modi verso la Terra. Seppur il lavoro di Bungie nel confezionare la trama della passata trilogia facesse pensare ad una conclusione del narrato, la bravura di 343 Industries è stata innanzi tutto quella di riuscire a tracciare un intreccio narrativo profondo, sempre allineato con quanto accaduto in precedenza atto ad attrarre nuovi adepti e mantenere i fan di lungo corso.

Halo 4 mantiene tutti i crismi di un First Person Shooter per eccellenza andando a raffinare quei dettami di genere delineati nel primo titolo, apparso ormai nel lontano 2001. Non è solo stupore per il comparto grafico quello che proviamo una volta atterrati su questo nuovo misterioso pianeta, in grado di spingere Xbox 360 ai limiti della propria potenza di calcolo, ma un impressionante impatto e coinvolgimento sia sonoro che del parlato.

Il comparto audio è stato realizzato ex novo, lasciando poco spazio al vecchio tema, riconoscibile dai più, della serie. Tuttavia lo sforzo profuso da Microsoft è stato degno di una produzione holliwoodiana, scomodando Sotaro Tojima, conosciuto per aver collaborato alla realizzazione diCastlevania: Circle of the Moon e Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, e Neil Davidge, produttore dei Massive Attack, per la produzione della colonna sonora.

I dialoghi tra John-117 e Cortana, invece, sono uno dei punti di forza di Halo 4, attraverso di essi, come mai prima d’ora, scopriamo lati dei due personaggi mai usciti allo scoperto e caratterizzano ogni singola missione delle 8 proposte.

Con un level design forse meno impressionante rispetto al precedente team di sviluppo, Halo 4 lascia ampia libertà al giocatore di affrontare le mappe proposte come meglio crede, senza costringerlo verso schemi pre-impostati, ma pur sempre accompagnandolo verso l’obiettivo finale: la salvezza dell’umanità. Ci ritroveremo a combattere i vecchi nemici Covenant e la nuova razza Promethean, dalla quale Master Chief otterrà nuovi equipaggiamenti quali armi, e nuovi potenziamenti per l’armatura come uno scudo protettivo, un visore termico o una sentinella che attaccherà i nemici al nostro fianco.

Le modalità di gioco sono quelle classiche, con la campagna, da giocare in singolo o in multiplayer fino a quattro giocatori online, a stupire per l’incessante ritmo degli eventi. La durata è piuttosto limitata con 10 ore di gioco all’attivo per completarla a livello normale, lacuna colmata pienamente da uno stupendo comparto multiplayer dove troviamo tutte le classiche battaglie proposte nei precedenti capitoli di Halo, come Cattura la Bandiera, Re della Collina o Slayer, con qualche aggiunta come la modalità Flood, dove saremo chiamati ad eliminare gli avversari infetti, o le Spartan Ops vere e proprie missioni parallele alla storia narrata nella modalità campagna, rilasciate per 10 settimane di fila dal team di sviluppo e scaricabili gratuitamente fino ad un massimo di 25. Le modalità sono 9 in totale da godere su 13 mappe di differenti dimensioni, fino a 4 giocatori sulla stessa console o 16 in totale online. Le altre novità essenziali riguardano il respawn istantaneo dopo che si è stati uccisi, in modo da non perdere nemmeno un secondo di battaglia, il respawn delle armi in punti differenti della mappa, in modo da non dare a nessuno alcun tipo di vantaggio competitivo. Al termine di ogni partita online riceveremo dei punti esperienza che consentiranno, come già accaduto in Halo: Reach, di sbloccare parti di armatura o potenziamenti da utilizzare nelle successive partite multiplayer.

Halo 4 è forse la miglior carta in questo poker sfornato da Microsoft, operazione non semplice se si contano le aspettative dei fan e l’annosa questione del cambio di team di sviluppatori. 343 Industries è riuscita non solo nell’intento di omaggiare i predecessori, ma di spingere una console con oramai 7 anni di esperienza al limite della potenza grafica, superando così abbondantemente l’attesa per il più importante titolo del 2012 su console.

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