Del perché continuare a bloggare

Chissà, forse anche oltreoceano è giunta la notizia della chiusura di Splinder. Che poi su Splinder mai e poi mai nessuna azienda si è mai sognata di aprire un blog...

Arriviamo al dunque. ReadWriteWeb pubblica una ricerca dell'University of Massachusetts circa il lento declino dell'attività di blogging tra le Inc. 500 di Fortune, la classifica delle top 500 aziende del mondo, e con questo ricamarci su la storiella, esasperante, che i blog sono oramai sul viale del tramonto.

E' fisiologico, è naturale. Si parla di aziende, è quest'ultime sono alla caccia della propria utenza con il minor dispendio di risorse. E il blogging di risorse e concentrazione, per riuscire bene, ne richiede tante. Spesso troppe e i flop sono dietro l'angolo. Altri tipi di canali, Social Network in testa, ne richiedono molte meno, almeno per quanto riguarda lo sforzo di ingaggio, non meno per quello di creazione e produzione del contenuto, ma sicuramente più agevoli e approciabili rispetto ai nostri beneamati. 

Forse è anche un bene la pubblicazione di questi dati per il mondo dei blog stesso, ciò vuol dire che sopravviverà il tipo di blogging autentico, non quello mascherato da conversazione interessata solo a indorare la pillola della vendita. Quelli che resteranno in piedi sono quelli premiati dai propri lettori, veri, sinceri, con voglia di feedback e partecipazione per cercare innanzitutto un prodotto/servizio migliore ai propri clienti.

Per quanto riguarda il blog in generale, ho trovato dopo molto tempo una bella definizione di ciò che si dovrebbe intendere quando ci si vuole approciare a questo tipo di attività, sia che venga fatta da un'azienda, sia da un comune internettiano. E' quella di Mitch Joel di Twist Image che cerca di motivare il perché i blog non sono morti.

Blogging is only dead if you're a brand trying to use a Blog as an extension of your advertising or as a way to attempt to control your corporate messaging by using it to humanize the tone. For the rest of us, a Blog is freedom of expression. It's a place where people (and yes, this includes the people who make up the brand) share, engage and connect with one another. I'm not jaded (or stupid). I know that people would much prefer to tweet or update a Facebook page or record a quick video on YouTube (it's easier to create and easier to consume), but not all content is created equal and there are many different audiences for all of this content inequity. Blogging is not dead. Blogging is just a lot of hard work and you have to know what the vision and strategy is at the outset. The reason that most of these Inc. 500 brands have killed their Blog is more likely connected to a lack of vision and conversion model than the popularity of a Social Media platform.

Per chi legge AC, sa che tratto spesso di l'argomento, arrivando al limite dello spamming. Tuttavia vi devo delle scuse, c'è un progetto che voglio fortemente realizzare, se pur piccolo, Why I Blog, a cui tengo molto. A quest'ora avrei dovuto essere qui a condividere con voi almeno il primo capitolo, ma per varie vicissitudini sono ancora alla fase di scaletta iniziale.

Sarà il mio buon proposito per il 2012. Nel frattempo potete sempre lasciare il vostro contributo in qualsiasi momento, sarà più che benvenuto, ma soprattutto apprezzato.

Grazie!