Comunicatori

Sul pasticcio comunicativo dell'entourage del Ministro Gelmini, all'indomani di quanto scoperto al Cern di Ginevra, ha scritto Marco Stancati, concludendo così. Un messaggio forte e chiaro ai detrattori di Scienze della Comunicazione. 
Ma un comunicatore, no? Forse è venuto il momento, signor Ministro, che riconsideri il suo pregiudizio per la famiglia professionale dei comunicatori. Quelli veri, quelli originali autentici, che si formano attraverso cinque anni di studi (3+2, ha presente?), frequentano laboratori di scrittura, di organizzazione dei contenuti, di public speaking, di pianificazione delle attività comunicative, svolgono tirocini in azienda, vanno all’estero, si muovono con agilità sulle piazze fisiche e su quelle digitali. Spesso si mantengono agli studi, laboriosamente, nonostante la crisi e malgrado i Suoi pregiudizi. Probabilmente sarebbe bastato un neolaureato così a evitare il grottesco infortunio: sono giovani pieni di professionalità ed entusiasmo nella stragrande maggioranza. Li conosco da vicino. Giovani che hanno capito l’importanza propedeutica dell’ascolto, della verifica, del confronto, di capire un contenuto prima di proporlo.
Insomma che hanno metabolizzato che la comunicazione è un processo inferenziale che si alimenta, sempre di meno, di apodittici comunicati stampa. Faccia una prova, signor Ministro. Uno stagista costa pochissimo. Il ridicolo tantissimo.