Il libro che verrà

In questa anomala fresca estate milanese, in attesa della partenza, il mio scorrere del tempo è scandito dalle pagine sfogliate durante la lettura di un buon libro sul mio Reader. Le metropolitane ancora piene non mi impediscono di affondare la faccia nel mio lettore digitale. E in una strana e ritrovata voglia di divorare righe su righe d’inchiostro digitale, noto come sempre più persone varcano la soglia delle sliding-door reggendo un eReader nelle mani.

Nonostante la controversa legge sulla scontistica dei libri (che colpisce anche quelli in formato elettronico), è innegabile che la diffusione di piattaforme digitali atte alla lettura hanno il grande vantaggio di avvicinare molte persone ad essa con costi più contenuti rispetto al formato cartaceo, ma soprattutto con un’immediatezza che ha pari soltanto al panorama audiovisivo degli ultimi anni. Che sia collegato ad un computer o dotato di connessione, oramai qualsiasi eReader garantisce l’accesso a migliaia di titoli restando comodamente in panciolle sulla poltrona di casa o sul vagone del treno pendolare quotidiano.

Dati alla mano, con l’avvento di questo tipo di tecnologie e con una crescita che pare difficilmente arrestabile, si prefigura un futuro poco roseo per il supporto tradizionale.

Come scrive oggi su La Stampa Granieri, non è tanto capire se questa transizione avverrà, ma in che tempi e con quali modalità, visto che indietro non si torna. Sebbene ci sia ancora tanta confusione per quanto riguarda la gestione dei formati, dei DRM e la reperibilità di vecchi libri ancora non fruibili su supporti diversi da quello cartaceo.

Bando a sdolcinatezze e nostalgiche passioni di un tempo che fu dunque, il libro come lo conosciamo oggi sta subendo una profonda mutazione, così come tutto l’ecosistema che gli ruota attorno e come probabilmente le stesse librerie, ma ciò che sta cambiando è solo il supporto e la filiera distributiva, non ciò che leggiamo. Con buona pace di chi dalla carta proprio non riesce a staccarsi.

Sebbene consideri positivamente questa lenta, ma inesorabile migrazione, e, se tuttavia la diffusione di eReader stia crescendo, sono convinto che non sarà altrettanto veloce da spazzare via i libri tradizionali dalle mani di chi la tecnologia la considera ancora un prodigio sovrannaturale. Come tutte le evoluzioni nella storia dell’uomo e dei mezzi di comunicazione sarà frutto di un processo graduale e mai di una forza dirompente. Un cambiamento che nel breve-medio periodo forse accontenterà pochi, ma che nel lungo sarà l’abitudine per chi per la prima volta si avvicinerà al fantastico mondo delle parole scritte.

Sarebbe meglio se iniziassimo a trattare le nostre librerie come finissimi pezzi d’antiquariato e conservare i nostri volumi lontano dalla polvere. In un futuro non troppo lontano potrebbero diventare oggetti rari riservati ad appassionati collezionisti.