FixMyTransport. Il crowdsourcing per migliorare i trasporti pubblici

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L'argomento mezzi pubblici sembra essere caldo questi giorni. Ieri, dopo il post su ATM e gli sviluppi nei commenti, PierLuca mi ha segnalato un articolo del Guardian in merito al nuovo servizio non-profit britannico, FixMyTransport

Il progetto di crowdsourcing permette agli utenti dei trasporti pubblici britannici di trasmettere, attraverso form appositi, disservizi, ritardi e malfunzionamenti. FixMyTransport, che ha già ricevuto il supporto del consorzio Transport for London, si impegna non solo a inviare segnalazione dei problemi all'autorità competente, ma tiene traccia perpetua della risoluzione dello stesso.

Non male vero? Dovrebbe essere prassi comune avere sott'occhio la destinazione di soldi pubblici dedicati ai servizi. Con questo progetto si tiene traccia non solo le aspettative minime dell'utenza dei mezzi pubblici, ma si obbligano le aziende municipali o private che questi servizi li erogano a fare del loro meglio per mantenere alta la propria immagine e trasparenza. 

Segnalo che questo sito sia l'ultimo frutto di mysociety.org, società e charity che già con FixMyStreet ha dato prova come sia possibile innescare una scintilla in quei cittadini vogliosi di partecipare unendo le proprie forze per migliorare i servizi della propria comunità.

Nel frattempo Giuliano, via Twitter, linka anche CitySourced, servizio del tutto simile attivo già da un anno negli Stati Uniti, con tanto di app mobile per segnalare il tutto in diretta. 

Insomma, la Rete si dimostra ancora una volta indefinita nel senso che l'utilizzo "altro" è sempre dietro l'angolo. In questo caso la voglia di superare le barriere politiche e ideologiche è tutto a vantaggio della comunità, restando focalizzati su problemi, seppur piccoli reali e concreti, ma risolvibili con l'aiuto di tutti.

In Italia esiste già qualcosa di simile?