Vuoi una medicina? Chiama i Carabinieri

La notte scorsa ho commesso un errore di valutazione.

Ho erroneamente dato per scontato che il servizio sanitario nazionale, nel quale ci faccio rientrare le farmacie, sia sempre a disposizione del cittadino, e nello specifico di un cittadino che cerca di porre rimedio a una situazione di disagio facilmente risolvibile.

Eviterò di fare menzioni anagrafiche, ma ogni riferimento a fatti, persone o cose NON è puramente casuale.

La notte scorsa la mia fidanzata si è sentita poco bene, la soluzione per far terminare il dolore, visto che le era già capitato in passato, l’acquisto di uno medicinale specifico. Il servizio di Guardia Medica di zona, molto efficiente, non solo mi ha indicato telefonicamente il tipo di medicinale, ma specificato anche il fatto che per l’acquisto non vi era necessità di impegnativa medica.

Rapida verifica su Internet per capire quale fosse la farmacia di turno ed esco. Ore 2.30. Lecito pensare che l’intera città dorma a quell’ora della notte, forse un po’ meno dal mio punto di vista per chi gestisce una farmacia di turno.

In pochi minuti sono lì e inizio a citofonare.

1, 2, 3, 4 volte. Tempo di attesa intorno ai 10 minuti abbondanti. Forse qualcosa in più. Stavo per andare via, avevo preso l’indirizzo di un’altra farmacia facilmente raggiungibile non poco distante da lì, quando compare il farmacista a torace scoperto intento ad infilarsi una camicia.

Una volta giunto alla porta vetri mi ha riversato addosso tutta la sua ira, molto probabilmente dovuta dal fatto che lo avessi svegliato in quell’ora della notte. Del resto non ti ho mica obbligato io a fare il farmacista nella vita…

- Ma lo sa lei che io ho 21 minuti di tempo per rispondere? E quindi, che cazzo vuole?

- Rispondo con il nome del medicinale. Spiegando che questa tempistica non viene indicata da nessuna parte.

- No. Non glielo do, e comunque serve la ricetta medica quindi non glielo posso dare. Ora chiami i Carabinieri, faccia il cazzo che vuole.

- Ma me lo ha indicato la Guardia Medica per telefono che posso acquistarlo senza ricetta.

Chiude lo spioncino e se ne va. A questo punto le mie reazioni potevano essere due. O rispondevo a tono e lo ricoprivo di improperi a mia volta, o chiamavo per davvero i Carabinieri.

Seppur infastidito dal comportamento, vista la motivazione per cui lo avevo così tanto scocciato, ho pensato che non valesse la pena percorrere nessuna delle due strade, inutile perdere del tempo con gente simile. Ho risposto con un sarcastico - Molto gentile – ho girato i tacchi e mi sono diretto alla seconda farmacia, dove dopo un paio di minuti avevo già effettuato l’acquisto e in marcia per rincasare.

Non ho trovato documentazione dettagliata per la regione Lombardia o la provincia di Milano. Ho trovato un link per l’Emilia-Romagna in cui si specifica che il tempo di attesa si protrae fino ai 20 minuti se il farmacista deve giungere da luogo diverso dalla farmacia.

Ho scritto all’ordine dei farmacisti per capire quali siano i nostri diritti come cittadini in situazioni come queste, segnalando l’accaduto, ancora non ho ricevuto nessuna risposta.

Da quello che è successo questa notte due cose le ho capite. Che siamo in un paese incivile. E ho avuto la dimostrazione che sono i cittadini a rovinare le proprie città, come ho ritrovato su un post di Macchianera qualche settimana fa:

…Invece sono tutte persone normali che per un istante, tutte insieme, di continuo, compiono piccoli gesti incivili dei quali non hanno percezione e se sì, fa lo stesso, tanto è un momento e poi torno.

È così che si mandano a puttane le città, non votando.
Non solo, perlomeno.