Rdio. La Musica si evolve

Circa un anno fa ho sottoscritto un abbonamento a pagamento con Grooveshark. Come scrissi già in quel post, penso che oramai la giusta direzione per l’ascolto di musica sia quello dei servizi streaming online. In parole povere, dietro il pagamento di una tariffa flat mensile/annuale, si ha accesso illimitato a qualsiasi brano musicale avendo una disposizione una connesione alla Rete.

E’ un buon compromesso per chi non è più disposto ad accettare gli elevati costi dei supporti fisici, ma che dall’altro lato ha la consapevolezza che non avrà mai il possesso dei file che stanno ascoltando,godendo però di un accesso illimitato potenzialmente a tutta la musica del mondo (via browser, applicazioni desktop, applicazioni mobili).

Vista la scadenza ormai prossima del mio account premium su Grooveshark, ho deciso di puntare gli occhi altrove. Purtroppo non esistono altri servizi simili disponibili in Italia. Di fatti Pandora, Rhapsody, Spotify, MOG e compagnia cantante non sono fruibili in Italia per questioni legate agli accordi con le case discografiche, così come dettagli legati alla protezione del copyright. Qualcuno ha trovato il modo di utilizzarli impostando semplicemente un indirizzo IP anonimo in modo che il browser utilizzato non comprenda il Paese dal quale proveniamo.

Da questa piccola lista manca Rdio. Del tutto simile agli altri, ma che a differenza di quest’ultimi non legge l’IP del browser bensì la nazionalità di provenienza del proprio account. Benché sia ufficialmente disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada, come è facile pensare, il limite imposto è aggirabile con una piccola bugia. Ne vale la pena.

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L’accesso non è gratuito, ma prevede due modalità di pagamento. La prima solo con un accesso Web a 5 dollarial mese, la seconda a 10 dollari al mese, ma prevede anche l’accesso via applicazione mobile (Android, Blackberry, iOS o Windows Phone 7) e la completa sincronizzazione nel caso si voglia ascoltare la musica sul telefonino anche quando non c’è campo. Ho sottoscritto il secondo abbonamento, avendo anche un account iTunes americano dal quale scaricare l’App.

Sto testando Rdio da due giorni. Il catalogo da cui scegliere è vastissimo, oltre 7 milioni di brani. A differenza di Grooveshark qui gli utenti non possono caricare le proprie canzoni, ma sono “costretti” a scegliere tra quelle proposte conseguenti dagli accordi presi con le principali major (una lista qui). Fino ad ora ho trovato tutto quello che mi interessava, tranne AC/DC, The Beatles e Led Zeppelin, ma molto probabilmente per questioni legate alle rispettive etichette, spero in arrivo molto presto.

Ci sono due applicazioni desktop disponibili. Una nativa per Mac, e una per Windows che richiede Adobe Air. Entrambe hanno la fantastica opzione di poter sincronizzare la propria libreria di iTunes con l’account di Rdio. No, non verrà caricato nessun file Mp3, ma verranno sincronizzati i nomi dei brani e degli artisti in modo da poter ricostruire la medesima libreria che abbiamo sui nostri computer anche online. Sempre accessibile ovunque.

Benché come detto prima non vi sia la possibilità di caricare canzoni indisponibili sul catalogo, Rdio è davvero molto attiva sui propri canali Social (Account Twitter ufficiale, account Twitter per il supporto, Blog) e chiede sempre attraverso un apposito form quali nuovi artisti si vorrà vedere aggiunti in futuro.

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Uno degli aspetti più interessanti delle piattaforme streaming di musica è il poter scoprire novità legate ai nostri gusti e preferenze musicali. Rdio dà differenti opzioni sotto questo punto di vista agli utenti. Una volta composta la nostra libreria siamo condotti alla scoperta di nuovi artisti attraverso la sezione “Reccomendations

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Confesso di aver scoperto in poche ore almeno una decina di artisti sconosciuti, sotto questo aspetto Rdio si rivela ancora una volta molto più attiva rispetto a Grooveshark. Un’ultima osservazione va fatta su una caratteristica chiave. La socialità di Rdio.

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Oltre a dare la possibilità, come fanno i competitor, di condividere quello che si sta ascoltando con uno status su Facebook o Twitter, Rdio permette ai propri utenti di interagire tra di loro, seguendo quelli più attivi o gli influencers, aprendo così un’infinità di rivoli alla caccia di qualcosa mai ascoltato prima. Inoltre, possono collaborare tra di loro creando delle Playlist accessibili a tutti, come la classifica settimanale di Billboard o le migliori canzoni Rock di tutti i tempi.

Testerò Rdio per qualche mese ancora, mi interessa capire se è un’azienda che si interessa davvero alle richieste degli utenti e ha voglia di cambiare seriamente il modo di fruire musica sia che avvenga tra le mura domestiche sia on-the-go. Fino ad ora pare ci stia riuscendo, perché replica l’esperienza a cui ci ha abituato iTunes nel corso degli anni, sia perché potrebbe essere un ottimo risvolto per quanto riguarda la lotta alla pirateria.

Senza dimenticare un aspetto cruciale. Skype è uno degli investitori di Rdio, creato infatti da uno dei fondatori della piattaforma di messaggistica. Beh il resto è storia.