Un Report di Report

Domenica è andata in onda una puntata di Report, il programma d'inchiesta di Rai 3, dedicata ai Social Media. Non sono riuscito a guardarla in diretta, ma il giorno dopo ho assistito ad un vero e proprio fiume di post, commenti, tweet come non se ne vedevano da tempo.

Questa sera, guarda un po' grazie ad Internet, mi sono rivisto il servizio in questione.

Ero partito con le intenzioni migliori. Di scriverci un post lunghissimo e dettagliato. Ma alla fine le parole sono scemate insieme alla voglia, portandosi via anche la mia più fervida volontà di far capire che qui dentro non è tutto marcio, non è tutto malato, non è tutto anti-, e che invece la TV sia la sola fonte di verità libera e sicura.

Utilizzo chi ha saputo sintetizzare il mio pensiero stanco di utente che non è di massa (come citato dalla replica della conduttrice Gabanelli), che non è quello televisivo e che quindi deve essere per forza relegato in un mondo a parte.

Matteo su Wired.it

Quello che comunica il servizio è soprattutto un senso di rischio, la necessità di cautelarsi dalle insidie più o meno nascoste della rete. Non solo, ma alcune delle spiegazioni sono farraginose e imprecise, non semplificate e comunicative. E il tono generico, a cominciare dal titolo Il prodotto sei tu, è quello di una esibizione del principio di precauzione spalmata su tutto e tutti, con un velo di anticapitalismo molto poco comprensibile per un programma così attento al mondo del lavoro. Una società che si occupa di servizi su internet, un posto con decine di dipendenti giovani e competenti, come ce ne sono a Milano, Roma, in mezza Italia, non s’è vista. Si vede uno che si paga l’affitto con l’hobby delle pubblicità, e soprattutto una che parla di marketing sui social network come fosse la pubblicità di una pubblicitaria anni Ottanta. E le assicuro che io un po’ di gente che lavora nella rete la conosco, e così macchietta della “Milano da bere” non ho mai visto nessuno.

Segnalo l'iniziativa di Donato per realizzare un Wiki aperto che raccolga idee e proposte sulla Rete che vogliamo veder rappresentata in TV. Ma come è chiaro dalle parole della Gabanelli nella sua replica, questo spazio non verrà dato.