Activia. I dettagli fanno la differenza

Ho letto con molto interesse i numeri che il gruppo Danone si è prefissato di raggiungere entro il 2012 e, in particolare, i passi intrapresi attraverso la marca Activia con il progetto Ambiente.

Activia

Risparmio di circa 800 tonnellate di carta in un anno e 1.500 tonnellate di anidride carbonica, pari a quella assorbita da 125.000 alberi ogni anno. Davvero notevoli.

Piccola digressione

Ora. Una persona qualche giorno fa mi ha fatto notare che sul blog parlo con poca costanza di ciò che ho scelto come professione. Ci aggiungo che probabilmente quelle poche volte che lo faccio c'è solo un pizzico di spirito critico.

Io mi occupo di comunicazione, quella mi piace e mi appassiona. E per quel poco che riesco a capirci, provo sempre a farmi un'idea su ciò che le grandi aziende fanno e soprattutto mi danno il piacere di assistere direttamente, anche grazie a questo blog.

Mi riprometto di farlo più spesso.

I dettagli

Dicevo nel titolo, i dettagli. Ho sempre apprezzato quanto fatto da Activia. Ne ho anche scritto in occasione della Blogfest dell'anno passato, qui. E ho continuato a farlo nella loro pagina Facebook. In questa occasione il prodotto diventa il mezzo per parlare di pura attività Corporate, di responsabilità sociale di Danone nei confronti dell'ambiente.

Iniziativa lodevole. E non sono sarcastico.

Ma i dettagli?

Sembra che la campagna di comunicazione viva di fasi slegate tra di loro. I video candid camera poco si sposano con un argomento del genere, così come, e forse ha ragione Alessandra, il gadget arrivato a casa oggi (Di plastica, e poco utile). Non per aggiungere ulteriore polemica, ma sin da piccolo mi hanno sempre insegnato che l'inquinamento si combatte dalle piccole cose, tanto più quando si fa una comunicazione proprio relativa all'argomento "Ambiente" c'è da starci attenti.

Una chiavetta USB (Contentente i comunicati stampa relativi alla comunicazione dei dati), un gadget "made in China" e il cartone che li conteneva, quanto inquinamento hanno prodotto?

Evviva il bifidus regularis e anche un po' le tette della Marcuzzi.