Nesquik. Buone le intenzioni, da curare la sostanza

Nesquik

Ho ricevuto e ripubblico l'iniziativa creata da Nesquik per far meglio comprendere ai genitori l'utilizzo di Internet da parte dei loro figli: Nel Web con Guglielmo.

Nello specifico, si tratta di una serie di post e video che fanno capo ad un sito a respiro più ampio, "Sai come me lo immagino", in cui si troveranno progetti che invitano le mamme e i papà a dialogare maggiormente con la propria prole su dei temi importanti. Il primo dei quali, come detto, è la tecnologia e la scoperta di Internet.

Il progetto in se è lodevole, spiegare a genitori che non hanno dimestichezza con la Rete come approcciare il mezzo è impresa ardua, soprattutto se si tratta di un argomento così ampio e dalla costante mutevolezza.

Non mi concentro sul sito in se, perché nonostante le premesse di un futuro raggiante, non so ancora che direzione prenderà. Provo a prendere in considerazione la parte de Nel Web con Guglielmo, che forse è quella che mi riguarda anche più da vicino.

Ho guardato interamente due dei cinque video, in particolare quello riguardante i blog e Facebook. Alcune considerazioni in merito. I video sono un po' troppo lunghi, nonostante l'inserimento di alcuni intermezzi, scorrono lentamente e forse non catturano fino alla fine l'attenzione di chi li ascolta. Inoltre, molte delle inquadrature si concentrano di più sui volti dei protagonisti piuttosto che sulle schermate che dovrebbero illustrare i programmi e i servizi da utilizzare.

Capisco infine che un marchio come Nestlé non possa sbilanciarsi nel dichiarare la preferenza per brand tecnologici, ma nel video sui blog, ad esempio, sarebbe bene citare innanzi tutto il panorama delle piattaforme tra cui scegliere e poi procedere con la spiegazione sull'utilizzo; altrimenti è come se mancasse sempre un pezzo.

Su quello riguardante Facebook, poi, ci sono alcune inesattezze (si possono ricevere messaggi privati anche se non si è amici di qualcuno), sulle quali si può anche sorvolare. Quello che non capisco in questo video è come il piccolo Guglielmo non abbia nessun ruolo attivo, ma bensì venga tutto spiegato dal papà. Ma non era un progetto in cui erano i figli a spiegare come utilizzare questi nuovi strumenti?

Pur apprezzando Nestlé e Nesquik per le intenzioni, c'è da dare un ritocco sia alla forma che alla sostanza. Soprattutto su argomenti che toccano così da vicino le generazioni future, che già si stanno formando con Internet nel loro DNA, e che degli adulti spesso fanno anche a meno.