Blog morti? Macché!

Cerco di prestare particolare attenzione, per quanto possibile, quando si parla di Blog e del loro utilizzo come piattaforma di condivisione. Un po' come succede con i videogiochi, sono avverso nel sentir parlare di declino di blog a favore dei Social Network.

E' di ieri l'articolo de The New York Times che pubblica una storia non troppo felice su quanto i Blog non siano più il mezzo giusto con il quale i giovani si esprimono e interagiscono online, ma che piuttosto trovino un pubblico più attento su Facebook e Twitter. Il tutto basato su uno studio di Pew Internet sull'anno 2010.

Quello che il Times omette completamente di dire è che il blogging cresca praticamente in tutte le fasce d'età e che quei giovani che bloggavano così tanto tra il 2006 e il 2009 sono oggi quelli che continuano a farlo.

Few of the activities covered in this report have decreased in popularity for any age group, with the notable exception of blogging. Only half as many online teens work on their own blog as did in 2006, and Millennial generation adults ages 18-33 have also seen a modest decline—a development that may be related to the quickly-growing popularity of social network sites. At the same time, however, blogging’s popularity increased among most older generations, and as a result the rate of blogging for all online adults rose slightly overall from 11% in late 2008 to 14% in 2010. Yet while the act formally known as blogging seems to have peaked, internet users are doing blog-like things in other online spaces as they post updates about their lives, musings about the world, jokes, and links on social networking sites and micro-blogging sites such as Twitter.

Blogging.png
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Quello che evita accuratamente di dire il Times è che con Twitter e Facebook la comunicazione online si è frammentata, e che ora ognuno è in grado di scegliere il mezzo più coerente per esprimere ciò che ha da dire. Un messaggio veloce, condividere delle foto o raccontare un pensiero più profondo hanno ora canalizzazioni differenti e se si è in grado di padroneggiare un minimo questi strumenti è molto facile scegliere quello corretto sul quale scrivere.

Sono i Social Network a cambiare il processo di evoluzione dei blog. Ove Facebook e Twitter sono più casuali ed effimeri, il blog è uno spazio dove c'è della sostanza, del "grasso che cola", ma per mantenerlo vivo e vegeto bisogna scrivere. Come diceMitch Joel, bloggare è difficile. Merita ricerca, riflessione, spirito critico e il tutto non si può ridurre ad un tweet o ad una foto postata su Tumblr.

C'è chi ancora nel 2011 non si è accorto della potenza e della forza di questo straordinario mezzo di comunicazione. Credo siamo ancora all'inizio di un processo molto lungo dove non solo cresceranno ancora, ma solo col tempo si arriverà ad una naturale selezione e solo in pochi, ma buoni, sopravviveranno.

Power to the people!